Rete Dasi Fvg “Ogni essere umano che viene al mondo ha diritto all’iscrizione anagrafica” ma l’Italia non è così

Ogni essere umano che viene al mondo ha diritto all’iscrizione anagrafica. Un’affermazione, questa, considerata scontata dalle tutte le persone che, per storia familiare, per lungo radicamento nel territorio italiano, neppure concepirebbero di essere escluse da una prerogativa che le conferma, fin dalla nascita, come soggetti la cui esistenza è giuridicamente riconosciuta. Eppure, nell’ordinamento della nostra Repubblica è stata introdotta una Legge fortemente discriminatoria, la N. 94 del 2009, che impedisce alle persone straniere presenti in Italia e prive di
permesso di soggiorno di registrare presso gli uffici dell’anagrafe la nascita dei propri figli/e. Figli che risulterebbero inesistenti, e come tali privati di qualunque tutela, impossibilitati ad accedere a servizi fondamentali come le cure mediche e l’istruzione. Ciò costituisce una grave lesione dell’articolo 3 della Costituzione Italiana e della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, adottata nel 1989 e ratificata dall’Italia nel 1991. La discriminazione abnorme contenuta nella Legge in questione ha spinto il Ministero dell’Interno ad emanare
una Circolare interpretativa, la N.19/2009, la quale afferma che nelle dichiarazioni di nascita e di riconoscimento di filiazione, a tutela del minore e nell’interesse pubblico, non debbono essere esibiti documenti inerenti al soggiorno. Questa Circolare, pur molto significativa, anche se poco diffusa, non ha però la forza vincolante della legge e non sempre viene applicata correttamente, determinando, di conseguenza, la possibile esistenza di bambini/e nati in Italia e privi di esistenza giuridica. A porre rimedio a tale inaccettabile condizione, al vulnus profondo ai principi di uguaglianza fra le persone, provvede la Proposta di Legge Nazionale N. 2 presentata al Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia dal Consigliere Furio Honsell, primo firmatario, e da altri 18 Consiglieri/e. La PDLN che sarà discussa in aula il prossimo 30 settembre, si compone di un solo articolo che modifica la norma discriminatoria introdotta dalla Legge 94/2009 e cancella l’obbligo di esibire il permesso di soggiorno per gli atti di stato civile e per l’accesso ai pubblici servizi e alle prestazioni scolastiche. Come cittadine e cittadini, membri di associazioni, enti, organizzazioni della società civile che dal 2008 hanno dato vita in FVG alla Rete Diritti Accoglienza Solidarietà Internazionale, sosteniamo convintamente la PDLN N. 2 e ci rivolgiamo a tutti i Consiglieri e Consigliere chiamati il 30 settembre ad esprimersi su tale materia perché, animati da senso di giustizia e di umanità, possano approvare una Proposta finalizzata a superare la grave lesione dei diritti umani ancora presente nel sistema legislativo della Repubblica italiana, riconoscendo piena esistenza giuridica a tutti i bambini e le bambine che nel nostro Paese vengono al mondo.