Ridurre gli sprechi, polemica post-ferie per Riccardi (Fi) e Moretti (Pd)

Dopo la pausa estiva, Pd e Forza Italia ripartono con un classico “cavallo da battaglia”: la riduzione degli sprechi nella spesa pubblica. Nel mirino “bipartisan” la selva delle 143 commissioni regionali, un numero da sfoltire a tutti i costi. O quasi.
Da Diego Moretti (Pd) e Riccardo Riccardi (Fi) arriva un impegno comune alla semplificazione burocratica. Questo ultimo ammette «Le leggi si possono cambiare: tavoli e gruppi di lavoro inutili da mandare in soffitta, commissioni che esistono in vari casi per riunirsi una sola volta all’anno. Non distribuiscono paghette, spesso. Ma il costo di una pratica ferma chi lo quantifica?», domanda ancora il consigliere forzista.
Evidente la necessità di una semplificazione, «In linea con quanto già espresso dal vice presidente Bolzonello», aggiunge Moretti.
Al fine di evitare la trappola dell’accusa di demagogia, una sorta di spauracchio per tutti i politici, Riccardi e Moretti si affrettano a specificare che l’ipotesi della totale gratuità non è percorribile: «Le professionalità e le competenze vanno riconosciute e non svilite con la completa gratuità dei ruoli».
Ecco dunque, che la crociata dei due politici, esaurita la spinta iniziale si è ridotta ad una richiesta di riduzione, sia in termini di numeri delle commissioni che di riduzione degli attuali compensi. Una provocazione nata e finita nel volgere di poche ore che si estingue definitivamente con l’immancabile critica alla maggioranza (altro autentico cavallo di battaglia di ogni politico che “rispetti”). Moretti, infatti, conclude la sua arringa precisando: «In tema di semplificazione non mi risulta dal 2008 al 2014 la Regione abbia brillato per interventi nella direzione di uno snellimento». Insomma, anche questa volta la montagna ha partorito un topolino...