Riformare il Comparto Unico, Ok del Cal al disegno di legge corretto

Il Consiglio delle Autonomie Locali (Cal) nella seduta odierna ha approvato il disegno di legge in materia di Sistema integrato del pubblico impiego regionale. Su 14 votanti, 10 quelli favorevoli, 2 le astensioni e 2 i contrari.
Il provvedimento approvato oggi contiene le proposte di modifica e integrazione rispetto al documento originale dello scorso luglio.
L’assessore regionale alle Autonomie locali Paolo Panontin: «Col voto di oggi abbiamo trovato una intesa su una legge di grande rilievo che modifica un settore importante come quello del Comparto unico. Questa rappresenta l’ultimo pilastro di una serie di riforme sull’aspetto ordinamentale degli Enti locali». A breve il provvedimento dovrà essere riapprovato dalla giunta. «Se non ci saranno modifiche al testo da parte dell'Esecutivo, la norma potrà approdare alle Commissioni e poi essere esaminata e approvata dal Consiglio regionale».
la riforma. Obiettivo principale del provvedimento, che si compone di 47 articoli, è quello di aumentare l'efficienza delle Amministrazioni pubbliche e di ridurne anche le spese. Tra le integrazioni più rilevanti compiute al testo originario figurano il ripristino dell'ANCI quale datore di lavoro ai fini della nomina e delle direttive da fornire alla delegazione trattante. Inoltre, alla Regione viene riconosciuto il ruolo di coordinamento dei budget  riguardanti le assunzioni per eventuali compensazioni tra quelle a tempo indeterminato e le forme flessibili di occupazione.
Alle Unioni Territoriali Intercomunali (UTI) viene data la possibilità di gestire le procedure selettive, salvo convenzionamento con l'ufficio unico. Diversi, poi, gli emendamenti richiesti per il comparto dei dirigenti; tra questi figurano la loro messa in disponibilità non solo per valutazione negativa ma anche per scadenza dell'incarico, come anche l'obbligo a permanere nell'incarico stesso per almeno tre anni, salvo accordo diverso fra l'Amministrazione di appartenenza e il dirigente. A questo si aggiunge una maggiore elasticità nel ricorso a personale esterno al ruolo per incarichi dirigenziali, aspetto questo facilitato dal fatto che è comunque definita, in maniera fissa, la percentuale massima utilizzabile. Infine è stato inserito un articolo sulla responsabilità dirigenziale, con l'elencazione delle motivazioni per cui la valutazione può essere negativa.

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