Roma, nomine Marra e Romeo, chiusa l’inchiesta ora Raggi a rischio processo

Ieri il sindaco di Roma  Virginia Raggi ad un anno dal suo insediamento si era data un bel 7 e mezzo suscidando senza rendersene conto l'ilarità dei romani e di gra parte dell'Italia pensante, oggi la possibile insufficienza   arriva dagli uffici giudiziari, infatti si fa sempre più concreto il possibile rinvio a giudizio per le accuse di falso e abuso d'ufficio. La procura di Roma infatti ha chiuso le indagini, atto che di norma precede, ma non sempre,  la richiesta di processo. Il caso è quello arcinoto del 'pacchetto nomine'. A Raggi in sostanza è contestato l'abuso d'ufficio in relazione alla nomina di Salvatore Romeo a capo della segreteria politica, il falso per quella alla direzione Turismo del Campidoglio di Renato Marra, fratello di Raffaele, ex capo del personale. Ma per il sindaco c'è anche una buona notizia, il Pm ha chiesto invece l'archiviazione  sulla nomina di Raineri. Insomma mentre sugli altri nomi le accuse restano la Procura ha chiesto di archiviare la posizione di Virginia Raggi dall'accusa di abuso d'ufficio in relazione alla nomina di Carla Raineri a capo di Gabinetto, incarico da cui si è dimessa circa un mese dopo la stessa nomina. I magistrati di piazzale Clodio, pur ritenendo quella scelta non legittima e non in linea con alcuni pronunciamenti dalla Corte dei Conti, hanno valutato insussistente l'elemento soggettivo del reato, cioè il dolo intenzionale insomma in quel caso l'irregolarità era stata fatta a propria insaputa. L'indagine sulla nomina della Raineri era stata avviata dopo l'esposto presentato il 2 settembre 2016 da Fratelli d'Italia che chiedeva chiarimenti in relazione alla nomina e alla congruità del suo compenso pari a poco meno di 200mila  euro l'anno.