Rosatellum e legge dello Stato, andremo a votare con l’ennesimo sistema truccato

La Legge Rosato bis, nuova disciplina regolatoria delle elezioni e per il rinnovo del Parlamento italiano, oggi ha ricevuto da Palazzo Madama il via libera definitivo. 214 sì, 61 voti contrari e 2 astenuti. Il voto finale sul provvedimento è arrivato attorno a mezzogiorno, appena in tempo per qualcuno per brindare per a altri per bere un calice amaro di Rosatellum, come è stata definita in latino macheronico la norma che prende il nome dal suo primo firmatario e ed nella scia, e non solo per il nome latineggiante, delle predenti leggi, porcellum e italicum. Volendo uscire dall'improbabile latino e volendo paragonarlo ad un vino, il rosatellum, è oggi per molti frutto di ottimo vitigno mentre per altri si tratta di un infuso malefico creato con polverine artificiali e l'aggiunta di alcool etilico. Insomma fa malissimo per alcuni e bene per altri, anche se rischia comunque andare presto in aceto o di dare alla testa, con il risultato di trovarsi, a urne chiuse, con un gran mal di testa e costretti ad unirsi con nuovi compagni di merende pur di fare un governo, magari una riedizione ampliata del "nazareno" e chissà forse a ruoli scambiati.
Ma torniamo alla cronaca, il voto di oggi è stato preceduto dai cinque voti di fiducia dio ieri, che il il presidente del Senato Grasso ha concesso fra le proteste dei cinque stelle in Aula e in piazza ma con la contrarietà anche della sinistra parlamentare, da Mdp a Sinistra Italiana. Nessuna sorpresa comunque nel voto finale che ha visto reggere il patto a quattro tra Pd, Forza Italia, Ap e Lega. Il rosatellum bis incassa infatti al Senato 214 voti a favore. Scorrendo i tabellini del voto, si scopre che i numeri dei gruppi che avevano annunciato il voto favorevole non si discostano dalle previsioni: dai 98 senatori del Pd arrivano 92 voti a favore (1 senatore risulta in missione e 6 gli assenti); dei 42 senatori di Forza Italia votano sì in 40 (1 in missione e 1 assente); dei 24 senatori di Ap votano a favore in 23 come in tutte le votazioni di ieri; Ala 'perde' un voto: dei 13 senatori verdiniani che per tutta la giornata di ieri avevano votato a favore della legge elettorale oggi ne risultano 12 (1 in missione). Nel Pd dunque, pallottoliere alla mano, fanno notare che i 214 si' sono il 77,2% dei votanti del Senato, che sono stati 277. I contrari Contrari alla legge Fdi, M5s e i gruppi di sinistra. Hanno votato no anche alcuni esponenti del Pd: Vannino Chiti, Massimo Mucchetti, Claudio Micheloni, Walter Tocci e Luigi Manconi, ma anche Roberto Turno e l'eletto all'estero Renato Turano.

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