Rumiz, cantore dell’armata perduta

Paolo Rumiz

Ritorna nel circuito ERT per cinque date, “Come cavalli che dormono in piedi”, produzione del Teatro Stabile del FVG tratta dall’omonimo libro di Paolo Rumiz, autore che sarà sul palco nella veste di narratore.
L’adattamento del testo per il teatro è firmato dallo stesso Rumiz che sarà accompagnato da
Paolo Fagiolo e dalla chitarra di Stefano Schiraldi.
La “mini” tournée inizierà
martedì 14 febbraio al Teatro Luigi Bon di Colugna, proseguirà mercoledì 15 febbraio al Teatro Odeon di Latisana, giovedì 16 febbraio a TeatrOrsaria di Premariacco, venerdì 17 febbraio al Nuovo Teatro Mons. Lavaroni di Artegna e si concluderà sabato 18 febbraio all’Auditorium di Zoppola. Tutte le serate avranno inizio alle ore 20.45. A Latisana e Zoppola nelle giornate di spettacolo alle ore 18 Paolo Rumiz incontrerà il pubblico rispettivamente nel foyer del Teatro e nella Biblioteca Comunale di fronte all’Auditorium.
Demoghèla, parola tradotta in modo insultante dopo il ’18 per denigrare gli italiani di frontiera cui toccò in sorte di combattere contro il Tricolore, fu in realtà il modo scanzonato con cui i soldati del litorale austroungarico – sullo stile del Soldato Svejk – seppero prendere la guerra su un fronte sterminato e crudele, in Galizia, battendosi spesso da valorosi contro il più grande esercito del mondo, quello russo.
Un fronte e un’epopea rimossi per troppo tempo dal resto del Paese e dalla stessa Europa, e che ora tornano di prepotente attualità a cent’anni dal primo conflitto mondiale.
«Quella
che vi presentiamo – spiega Rumiz – non è una commemorazione e tanto meno una celebrazione, ma una vera e propria evocazione dell’Armata perduta. Con canti, libagioni, versi e piccoli fuochi, chiameremo in vita i 125 mila ragazzi in ‘montura’ austroungarica del Trentino o dell’attuale Venezia Giulia e Friuli orientale che combatterono oltre i Carpazi, restando in più di 25 mila “a guardare la luna” in sperduti cimiteri coperti di mirtilli dove da un secolo quasi nessuno porta più un fiore; piccoli camposanti coperti dall’oblio, spianati dalla ruspa comunista o schiacciati dalla memoria più recente della seconda, tragica guerra mondiale».
Paolo Rumiz
racconterà questo suo viaggio nello spazio e nel tempo assieme all’attore friulano Paolo Fagiolo;

Paolo Fagiolo


accanto a loro, il chitarrista Stefano Schiraldi interpreterà al ritmo sincopato del blues alcune delle ballate che l’Autore dedica ai soldati di allora, incluso il nonno mai conosciuto, e i fanti del Tricolore, che all’inizio della storia invitano il viaggiatore a esplorare senza paura le terre del nemico.
Maggiori informazioni al sito
www.ertfvg.it e chiamando la Fondazione Luigi Bon (0432 543049).

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