Domani giornata mondiale di protesta contro le guerre manifestazione ad Aviano

Il comitato "Il Friuli non è una rampa di lancio" ha lanciato un appello unitario rivolto ad associazioni, movimenti, forze politiche e sindacali per una manifestazione ad Aviano, sede della omonima base USAF.

Appuntamento alle 14,00 in piazza Duomo ad Aviano per poi sfilare in corteo e raggiungere gli spazi antistanti le piste di decollo/atterraggio della base.
L'appello ha ricevuto numerose ed importanti adesioni di associazioni, forze politiche e sindacali dal Friuli, dal Veneto, dall'Austria e persino dal gruppo parlamentare della Sinistra Europea. Dal Veneto in particolare sono stati organizzati due pullman che partiranno da Verona e Vicenza.

La Trentennale belligeranza del nostro Paese, la sua sovranità limitata da accordi con gli Stati Uniti ancora coperti da segreto di Stato, le spese militari che hanno raggiunto livelli assurdi, la militarizzazione dei territori, la presenza di bombe nucleari ed il loro paventato aumento, l'impiego dei soldati in costosissime missioni di occupazione anziché di supporto alla protezione civile nelle sempre più frequenti emergenze ambientali sono le questioni che hanno raccolto adesioni a livello interregionale e non solo.
E’ tempo che l’Italia muova passi concreti verso una propria politica estera di pace ricostruendo relazioni internazionali basate sulla cooperazione.

Nel corso della manifestazione non mancheremo di chiedere con forza la chiusura di tutti i CPR (voluti dal PD e "potenziati" da Salvini e M5S) che consideriamo l'indegno risvolto interno di una trasversale politica estera belligerante e aggressiva.

Appello, i sei punti che costituiscono la piattaforma unitaria e le relative adesioni.

IL FRIULI NON E' UNA RAMPA DI LANCIO

L’ennesima escalation militare scatenata dagli Stati uniti nel già martoriato Medio oriente ci riguarda molto da vicino.
Gli Stati uniti stanno utilizzando il nostro territorio come tappa di un ponte aereo per trasferire soldati e mezzi in Medio oriente nel quadro del nuovo conflitto con l’Iran.
Perché?

Perché l’Italia è oggi il 5° avamposto militare statunitense a livello globale.
Perché dal 1954 gli accordi che regolano la presenza delle basi statunitensi sul nostro territorio sono coperte da segreto di Stato trasformando l’Italia in un Paese a sovranità limitata.

Perché la politica estera italiana continua ad essere al servizio di quella degli Stati uniti.
Questa assurda consuetudine deve finire!

L’Italia è un Paese in guerra da almeno trent’anni senza che mai abbia subito minacce o attacchi da nessuno.

Abbiamo speso oltre 10 miliardi di euro per le sole missioni in Iraq e Afghanistan.

Con queste responsabilità di guerra il nostro Paese sta raccogliendo nel mondo diffidenza, risentimento e odio e sta trasformando i suoi stessi cittadini in bersagli di eventuali ritorsioni a causa delle irresponsabili scelte dei nostri governanti.

La guerra è tra le principali cause delle tragiche migrazioni in corso e impedisce qualsiasi prospettiva di futuro per le nuove generazioni dei Paesi coinvolti. Per questo a Baghdad i giovani iracheni manifestano la loro rabbia contro le ingerenze straniere.

Per tutte queste ragioni, è tempo di organizzare una risposta decisa.
E’ tempo che l’Italia muova passi concreti verso una propria politica estera di pace ricostruendo relazioni internazionali basate sulla cooperazione.

Sabato 25 gennaio, giornata mondiale di protesta contro la guerra all’Iran, sfileremo in corteo da Piazza Duomo (concentramento ore 14,00) ad Aviano e raggiungeremo lo spazio antistante le piste di decollo/atterraggio della base USAF/NATO per esigere dal governo che:

1 - non conceda l’uso delle basi per l’ennesima operazione di guerra voluta dagli Stati uniti;

2 - ritiri i soldati italiani dall’Iraq e da tutti gli scenari in cui questi sono coinvolti come forze di occupazione e li impieghi come supporto alla protezione civile nelle sempre più devastanti emergenze ambientali del Paese;

3 - riduca drasticamente le spese militari: 70 milioni di euro al giorno sono una pazzia. Si investa in istruzione pubblica, sanità, cultura e manutenzione del territorio;

4 - fermi immediatamente l’esportazione ed il transito d’armi verso i Paesi del golfo e la Turchia, ossia i principali responsabili della destabilizzazione del Medio oriente prendendo esempio dal coraggioso sciopero dei portuali di Genova;

5 - firmi il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari votato a grande maggioranza dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, si renda indisponibile al paventato stoccaggio di altre 50 bombe nucleari provenienti dalla Turchia e si attivi per sloggiare quelle già presenti sul territorio nazionale, Aviano compresa;

6 - rimuova il segreto di stato che regola la presenza militare statunitense sui nostri territori come primo passo per mettere pubblicamente in discussione l’adesione dell’Italia alla Nato.

IL FRIULI NON E’ UNA RAMPA DI LANCIO!
L’ITALIA NON E’ UNA RAMPA DI LANCIO!

PER LA PACE E LA SOLIDARIETA’ TRA I POPOLI.

Per adesioni: friuli.nowar@yahoo.com

Prime adesioni: Anpi Pordenone; Anpi Udine; Casa del Popolo-PN; Circolo Arci "Tina Merlin" - Montereale Valcellina; Arci territoriale Udine e Pordenone; Associazione di Amicizia Italia Cuba - circolo "Gino Done" Pordenone; Rifondazione Comunista - Fvg; Rifondazione Comunista - Veneto, Sinistra Europea; Gap - Pordenone; Associazione Immigrati - PN; Potere al Popolo - Fvg; Rete Solidale Pordenone; Sinistra Italiana - Fvg; Circolo ARCI “Gallo Rosso” Fregona (TV); Democrazia Costituzionale - Pordenone; Fiom - Fvg; Beati i Costruttori di Pace - PN; FLC Cgil - Fvg; Anpi "La Spasema" sez. Sinistra Piave -BL; Sinistra Italiana - Veneto; Sinistra Anticapitalista -  Fvg; Anpi San Vendemiano - TV; KPO (Partito comunista austriaco) - Carinzia.