San Vito al Tagliamento. Giornata internazionale dei giusti: Omaggio alla giornalista Anna Politkovskaya

Anna Politkovskaja SanVito Ph_AliceDurigatto

Molta emozione nella mattinata di oggi – venerdì 6 marzo – per l’evento conclusivo del progetto “La memoria del legno”, che ha fatto tappa a San Vito al Tagliamento proprio nella Giornata internazionale dei Giusti, istituita nel 2017 per onorare chi ha salvato vite umane durante genocidi e totalitarismi e ha difeso la dignità umana promuovendo i valori di solidarietà e responsabilità. In Friuli Venezia Giulia la Foresta dei Giusti, avviata a livello mondiale dalla fondazione Gariwo, ha salde radici: una trentina di alberi sono stati intitolati a figure di primo piano nell’impegno per la promozione dei valori umani, fra gli altri Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Franco Basaglia, Liliana Segre, Ilaria Alpi, Giorgio Perlasca, Arthur Ashe, don Lorenzo Milani, Gino Bartali, Felicia Impastato, Lea Garofalo, Gino Strada, Sophie Scholl. E proprio oggi la dedica conclusiva ha onorato la memoria della giornalista Anna Politkovskaja, con l’intitolazione di un acero nel giardino della Biblioteca Ragazzi che si è svolta in mattinata per iniziativa di Damatrà onlus in collaborazione con l’Amministrazione comunale di San Vito al Tagliamento e della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato alla Cultura, capofila il Comune di Spilimbergo. All’evento hanno preso parte il sindaco Alberto Bernava e l’assessore alla Vitalità Andrea Bruscia con la presidente di Damatrà onlus Mara Fabro, e inoltre le studentesse e gli studenti dell’istituto “ISIS Paolo Sarpi-Freschi insieme ai loro docenti: è stata l’occasione per ripercorrere la vita e l’impegno di Anna Politkovskaja, nel 2026 che segna i vent’anni dal suo tragico assassinio: era il 7 ottobre 2006 quando la giornalista investigativa impegnata nella denuncia dei crimini del regime russo venne assassinata nell’ascensore del suo palazzo, mentre stava rincasando. L’8 ottobre la polizia russa sequestrò il computer di Politkovskaja e tutto il materiale dell’inchiesta che la giornalista stava compiendo. Il 9 ottobre, la Novaja Gazeta pubblicò i suoi appunti per il lungo articolo che stava per pubblicare sulle torture commesse dalle forze di sicurezza cecene legate al Primo Ministro Ramsan Kadyrov. NDa allora Anna Politkovskaja è diventata emblema mondiale del coraggio e dell’impegno per la verità e nel 2007 alla sua memoria è stato dedicato il Premio Letterario internazionale Tiziano Terzani. Figlia di due diplomatici sovietici di nazionalità ucraina di stanza presso l’ONU, Politkovskaja iniziava nel 1982 la collaborazione con il quotidiano moscovita Izvestija (Notizie), e dal giugno 1999 fino alla fine dei suoi giorni lavorò per la Novaja Gazeta. Autrice di libri fortemente critici su Vladimir Putin e sulla conduzione della guerra in Cecenia, per il suo impegno fu minacciata di morte. In Cecenia Politkovskaja si recò spesso, visitando ospedali e campi profughi, intervistando sia militari russi che civili ceceni. Nelle sue pubblicazioni non risparmiò critiche accese all’operato delle forze russe in Cecenia, per gli abusi documentati sulla popolazione civile, a fronte dei silenzi e delle connivenze del governo sostenuto da Mosca. Nel 2003 pubblicò il libro A Small Corner of Hell: Dispatches From Chechnya (tradotto in Italia con il titolo Cecenia, il disonore russo – Fandango 2003) nel quale cui denunciava la guerra brutale in Cecenia: migliaia di cittadini innocenti furono torturati, rapiti o uccisi dalle autorità federali russe o dalle forze cecene. Nel 2005 pubblicò La Russia di Putin (Adelphi, 2005) sostenendo che le elezioni politiche del 2003 erano state un trionfo dell’assolutismo di Putin. Nel 2007 pubblicò in inglese Diario russo 2003-2005 (Adelphi, Milano 2007). Nella conclusione, intitolata significativamente Ho o non ho paura?, spiegava: «mi dicono spesso che sono pessimista, che non credo nella forza della gente, che ce l’ho con Putin e non vedo altro. Vedo tutto, io. È questo, il mio problema. Vedo le cose belle e vedo le brutte (…) Oggi come oggi il potere è solo un modo per far soldi. E basta. Del resto non ci si cura». I suoi libri non sono mai usciti in Russia.