San Vito al Tagliamento: Il sistema difensivo dell’antica città emerge dagli scavi di via Amalteo

Proseguono gli scavi per i lavori di riqualificazione urbana di via Pomponio Amalteo nel centro storico di San Vito al Tagliamento, diretti dall’Amministrazione Comunale, sotto la sorveglianza dell’archeologo Alexej Giacomini e la direzione scientifica del funzionario archeologo Serena Di Tonto per la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia.

In coincidenza dell’antico passaggio della Porta urbica denominata Torre Raimonda (XIII secolo), che fu ampliata e trasformata tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, sono state messe in luce alcune strutture murarie riferibili al sistema difensivo della cittadina medievale, realizzato in più fasi, la cui visione d’insieme risulta purtroppo in parte compromessa per la presenza di numerosi sottoservizi che hanno intaccato le antiche strutture.

È stato comunque possibile individuare alcune murature in pietra e in laterizio, costruite in diversi momenti cronologici, parte delle strutture difensive che prevedevano un fossato, il ponticello per l’afflusso e deflusso delle acque e l’alloggiamento del ponte levatoio o battiponte.

La presenza di tali strutture trova riscontro sulla facciata della porta ovest dell’abitato, la Torre Raimonda, dove a lato della trifora, dopo i recenti restauri, sono visibili i segni dell’alloggiamento dei bolzoni, travi che servivano per la manovra del ponte levatoio.

L’interesse dei rinvenimenti ha portato ad effettuare alcuni saggi puntuali: è stata così individuata anche la sponda del fossato risalente alla fase precedente alla strutturazione degli edifici medievali, che presenta lungo un breve tratto del profilo del fossato tracce di numerose scorie ferrose, probabilmente riferibili a scarti di fornace.