Sanità by Riccardi nel mirino della Corte dei Conti Fvg: “non in linea con legislazione nazionale e Patto per la salute”

Che la sanità sia uno degli elementi più importanti nella politica di una regione è cosa nota, soprattutto per l'entità economica e per il fatto che le ricadute delle scelte sui cittadini e sulla loro salute sono fattori fondamentali di un buon governo. Anche se in passato non tutto era perfetto, le scelte ma soprattutto le non scelte dell'attuale maggioranza di centrodestra rischiano nel breve e nel lungo termine di essere devastanti e di pregiudicare il sistema sanitario pubblico.  Di queste questioni  dibatte la politica regionale. E' il caso del lavoro della III Commissione consiliare (sanità) che ha analizzato  le parti di competenza del Rendiconto generale della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia per l’esercizio finanziario 2019. In occasione del dibattito è intervenuta fra gli altri  Simona Liguori dei Cittadini che dichiara «Fa specie notare che nel giudizio di parificazione del rendiconto ad opera della Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia si sottolinei come le “disposizioni e gli indirizzi regionali non appaiano in linea con quanto disposto dal legislatore nazionale e dal Patto per la salute in merito all’obbligatoria configurazione minima della strutturazione dei servizi territoriali”. “Servizi sui territori ove il medico di famiglia lavori con gli altri professionisti che si occupano di cure e di assistenza. In tale senso la nostra battaglia per la completa attivazione dei Centri di Assistenza Primaria (CAP) è opportuna soprattutto per le persone con malattie croniche e che possano essere prese in carico nelle proprie abitazioni, per prevenire peggioramenti della loro Qualità di Vita”. Intervento anche di  Furio Honsell del Gruppo Misto che in merito alla relazione della Corte dei Conti,   afferma: l'articolata relazione della Corte dei Conti sottolinea che le "attività di controllo svolte negli ultimi due anni hanno evidenziato diffuse e gravi carenze di governance del sistema territoriale sanitario unite ad inadeguati livelli di disponibilità di servizi informatici aziendali, strumento necessario per uno svolgimento efficiente ed efficace delle attività". La corte conclude raccomandando il potenziamento soprattutto del sistema territoriale e della prevenzione. Quest'ultima dovrebbe raggiungere almeno il 5% del totale mentre in FVG non raggiunge che il 3%. Entrambi questi settori sono strategici nel gestire possibili nuovi picchi della pandemia. Intendiamo approfondire in Aula in occasione dell'approvazione del Rendiconto questi rilievi della Corte dei Conti che ci preoccupano. Intanto il vicepresidente  con delega alla Salute Riccardi annuncia che da oggi il palazzo della Regione a Trieste si illumina di arancione.  Anche se l'iniziativa rientra nella Giornata nazionale per la sicurezza delle cure e della persona assistita suggerita dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms)  con l'intenzione  di richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica sull'importanza della sicurezza delle cure,  resta un provvedimento "di facciata" di nome e di fatto.  "E' il modo con cui la Giunta regionale esprime la propria vicinanza e condivisione ai temi della Giornata nazionale"  si legge in una nota ufficiale che prosegue con una dichiarazione dell'assessore che ricorda come "illuminare di arancione il palazzo rappresenti un abbraccio virtuale e simbolico a tutti i professionisti della salute a testimonianza del proprio impegno sui temi della sicurezza degli operatori e degli assistiti".

Dato conto anche di questa comparsata restano i problemi come evidenziati anche  dal responsabile Sanità del Pd Fvg Roberto Trevisan che spiega:  "I provvedimenti della giunta Fedriga appaiono indirizzati dalla deliberata volontà di indebolire gli ospedali e le strutture territoriali pubbliche per convogliare un fiume di cittadini, e del loro denaro, nel mondo della sanità privata. Ovvio che l’assessore alla Salute continui a recitare il suo mantra per cui il problema delle liste d'attesa si risolve con un maggior ricorso alla medicina privata". Aggiunge il responsabile Sanità del Pd Fvg Trevisan che  l'assessore alla Sanità Riccardo Riccardi ha dichiarato di aver  sostenuto "l'alleanza con il privato accreditato del Fvg" per far fronte al fenomeno della mobilità sanitaria.  "Il Pd non è affatto ostile alla medicina privata e anzi siamo solidali con i lavoratori scesi in piazza per il rinnovo del contratto" aggiunge Trevisan che invita Riccardi a "preoccuparsi di attirare più utenti da fuori regione nelle nostre strutture pubbliche, che sono in molti campi di eccellenza assoluta. Si decida - aggiunge - a mettere più soldi nelle strutture ospedaliere e territoriali pubbliche, ad assumere professionisti prestigiosi in grado di fare attrazione positiva e anche di fare scuola". Per Trevisan "è da auspicare sia infondato il dubbio che che le strutture pubbliche siano state volutamente rallentate dalle direttive regionali nell'erogazione di quelle prestazioni che potevano avere una risposta privata".