Sanità Fvg, liste di Attesa: male la forma peggio la sostanza

Nella seduta odierna del Consiglio regionale l’Assessore alla salute ha risposto alla mia interrogazione relativa alla chiusura delle agende di prenotazione per servizi e prestazioni dovute ai cittadini dal Sistema Sanitario, a parlare è il consigliere del gruppo misto Walter Zalukar. "Avevo più volte interrogato l’Assessore sulle liste di attesa, senza grande successo. E anche questa volta le risposte ottenute sono sconfortanti e i cittadini che non riescono a prenotare visite, esami ed interventi a questo punto dovrebbero indignarsi e chiederne conto" .  "Alcune considerazioni, prosegue Zalukar, non si muore e non ci si ammala di solo COVID; non è pensabile ormai che il Coronavirus sia talmente assorbente per il sistema sanitario da inficiarne tutte le altre attività di prevenzione, diagnosi e cura perché la morbilità del COVID non lo giustifica. La questione “tempi di attesa” è cruciale per il funzionamento complessivo della sanità. In Inghilterra, che ha un modello sanitario simile al nostro (Sistema Beveridge), si parla di 15 milioni di persone in lista di attesa, un numero enorme. La riluttanza dell’Assessore a fornire risposte di politica sanitaria ragionate e corredate da dati sull’argomento mi porta a pensare che anche in Italia e nella nostra Regione ci avviciniamo a quei numeri. Sarei felice di sbagliarmi. Forma e sostanza sono del pari importanti nella dialettica istituzionale. Quanto alla forma: la malcelata noia e l’evidente fastidio dimostrati dall’Assessore nel leggere le scarne risposte alle interrogazioni sul tema che io e la collega Consigliera Santoro abbiamo presentato mal si concilia con una corretta dialettica istituzionale. Quanto alla sostanza: le politiche sanitarie supportate da elaborazione di dati sono lo strumento di governo in mano ad un Assessore e rispetto alle domande degli interroganti l’Assessore dovrebbe esporle queste politiche e non limitarsi, come fa il responsabile della salute regionale, ad annunciare soluzioni future rinviando decisioni sul presente".