Savino: Udine allo sbando, colpa del sindaco

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Querelle. La parlamentare di Forza Italia attacca il primo cittadino. Honsell risponde: "non si permetta a gettar fango! Visto il lauto stipendio spero porti avanti istanze migliori".

Girano strane voci a Palazzo e dintorni. Le solite dei soliti detrattori. Raccontano di un sindaco distratto, disinteressato alla città, poco informato e spesso dimentico dei nomi dei suoi più stretti collaboratori.
E di una Giunta “anarchica” dove tutti, a capriccio, fanno di testa loro senza rispettare o conoscere le regole e le norme più elementari.
Malignità da pianerottolo, invero, ma che lasciano il dubbio a molti cittadini, specie di fronte all’incuria che, non è certo un segreto, via via sta sommergendo Udine. Paletti divelti nella centralissima piazza San Giacomo, segnaletica orizzontale completamente sbiadita, marciapiedi distrutti, transenne abbandonate, pontili sulle rogge inaccessibili (vedi via Volpe) e una sciatteria dilagante nella manutenzione delle aiuole.
Insomma, mai come di questi tempi, Udine sembrerebbe donare ai forestieri il peggio di sé.
E anche ai piani alti, anzi agli attici, la luce spia sembra lampeggiare.
Ma a reagire immediatamente, purtroppo, è l’opposizione che, dal degrado generale, coglie soltanto in modo strumentale le istanze che più gli interessano. «A Udine - sbotta infatti Sandra Savino, parlamentare e coordinatrice regionale di Forza Italia - si è creata una situazione ormai inaccettabile! Il Sindaco Honsell ha ormai perso il controllo della città».
«Udine - continua la parlamentare puntando il dito sull’accoglienza - è diventata un mega centro profughi a cielo aperto con zone della città che sembrano interdette ai cittadini, vedi Borgo Stazione. Fino a pochi anni fa avevo il ricordo di una città sicuramente più pulita, più sicura e tranquilla. Oggi invece chiederei agli udinesi se sono contenti di vivere in una situazione simile. Ogni giorno si registrano risse tra stranieri e furti, Udine merita sicuramente di più, merita qualcuno che l’amministri rispettandola e che la sappia difendere».

Immediata e feroce la replica del primo cittadino:

«Che una parlamentare, che praticamente non ha mai messo piede a Udine, si permetta di gettare fango sulla città e sui suoi cittadini ritengo sia quanto meno da condannare. Spero che questo suo intervento non sia l'unico risultato del lauto stipendio, e sottolineo pubblico, che riceve, perché oltre al danno per l'immagine della città ci sarebbe anche la beffa. Sarò lieto – prosegue il sindaco – di invitarla a Udine a prendere un caffè o un gelato o a fare shopping proprio sotto le magnolie di borgo stazione. In questo modo – conclude il primo cittadino – si renderà finalmente conto di quanto sia bella questa città».

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