Sconfitta la disinformazione, ripristinata la verità, c’è miracolo a Lignano. Il depuratore funziona anche da “spento”. Ma allora perchè l’idea di un tubo verso l’impiantone di San Giorgio di Nogaro

Su depuratori , fogne e possibile inquinamenti si è parlato molto negli ultimi mesi. L'abbiamo fatto anche noi pubblicando delle inequivocabili serie di fotografie aeree che mostravano in maniera comprensibile anche ai profani che spesso l'impianto di depurazione di Lignano non funzionava, o funzionava poco. Ovviamente per sfiga massima le foto hanno colto momenti di manutenzione ...ovviamente. Ma miracolo, abbiamo scoperto nel tempo che anche in assenza di depurazione efficace quell'impianto funziona come un orologio svizzero, anziché scandire il tempo, scandisce i flussi della cacca in mare, ma in maniera talmente precisa che non ci sono analisi credibili che possano rilevare sforamenti di escherichia coli o salmonelle varie che quando si rilevano sono frutto “di contingenze ambientali (correnti, maree, situazioni meteorologiche), dunque a fenomeni di origine prettamente naturale”, questa la tesi espressa in un recente convegno. Quindi l'impianto di depurazione è innocente a prescindere, un risultato che rischia di far passare alla storia quell'impianto, mai completato e più volte rimaneggiato, come mirabile esempio di ingegno umano, perché funziona anche quando non funziona. Non parliamo di tecnica, ma della semplice volontà di crederci, così anche i dati d'inquinamento si depurano da soli. Lo stato pietoso della laguna di Marano e delle coste lignanesi che hanno riempito le pagine di stampa nel denunciare possibili disastri ambientali, se cozzano con interessi importanti, finiscono nell'oblio e diventano “disinformazione”. In realtà proprio chi accusa di disinformazione sta cercando di creare una imponente macchina mediatica per rassicurare i cittadini che in Friuli problemi non ci sono e che nell'acqua di mare ci si può direttamente calare la pasta senza neppure doverla salare. In realtà queste rassicurazioni, passate perfino attraverso una commissione consiliare in Regione e un recente convegno a Marano dove gli inviti sono stati fatti solo alla stampa “amica”, non hanno raggiunto l'obiettivo che si prefiggevano se non nella testa di chi li aveva pensati. Utili solo ha rassicurare qualche portatore d'interesse economico che ovviamente non aspetta altro che sentirsi rassicurare, così, almeno nella forma, ci si fregia del titolo di attento alle esigenze dell'ambiente. Parate di voci quasi tutte orchestrate al “negazionismo” ma che neppure la stampa amica si è sentita di amplificare più di tanto, vuoi perché ormai i cittadini sono smaliziati e schierarsi palesemente dinnanzi alle evidenze, rischia di far perdere le già risicate copie vendute, vuoi perché, dire che tutto va bene, per il giornalismo ortodosso, non è una notizia. Sforzi mediatici che hanno lasciato il tempo che trovano anche perché quando si scrive nella nota di invito alla stampa che vi sono “campagne allarmistiche infondate su presunti inquinamenti che in realtà non ci sono” seguita da una frase ulteriore che chiarisce in maniera chiara che il reale obiettivo non è veicolare la verità ma “ripristinare la correttezza informativa, perché si legge ancora, questo meeting istituzionale veicolerà un messaggio chiaro ed inequivocabile: la valenza precauzionale delle ordinanze non deve essere messa in relazione con gli aspetti delle acque trattate del depuratore”. Le ordinanze di cui si parla sono quelle di divieto pesca o balneazione per sforamenti che, nelle tesi”istituzionali”, provengono da cacca che non c'è e che evidentemente finisce nelle provette dei prelievi iniettata telepaticamente dagli ambientalisti. Viene da chiedersi allora perché spendere denaro per farle quelle analisi, lasciamo perdere i controlli e bendiamo turisti e consumatori finché epatite non si manifesti.
Facciamo quindi finta di credere, anzi crediamoci proprio in ossequio alle istituzioni che ovviamente, ventre a terra, ci tutelano, che tutto sia perfetto che la dissonanza fra analisi fra laboratori pubblici e quelli in autotutela siano semplici casualità date dalla sfiga, crediamo pure che il depuratore di Lignano sforni acqua distillata, ma allora viene da chiedersi perché si parla di ulteriori investimenti milionari. Non vorremmo risultassero vere le voci che girano con insistenza di un mega-progetto per risolvere, evidentemente un problema che non c'è, un collegamento sottomarino fra l'impianto di Lignano e il ciclopico depuratore di San Giorgio di Nogaro. Solo voci ovviamente e non sappiamo neppure se vi sia una fattibilità tecnica, ma non serve essere eccelsi analisti della merda, come quelli che albergano nelle società di gestione dei servizi, per capire che un'opera di questo tipo avrebbe costi giganteschi. Ma del resto nel Nordest del Mose , della “Terza Corsia” e delle tante opere inutili, una nuova infrastruttura potrebbe essere nuova panacea per le voraci fauci di costruttori, burocrati e progettisti. Ma del resto perché ostacolare il progresso, poco importa se il depuratore di Lignano potrebbe essere completato ed aggiornato rispetto al progetto originario, al progresso non bisogna porre ostacoli. Del resto i primi esempi storici di fognature risalgono al lontanissimo 3000 a.C. E furono rinvenute nella valle dell’Indo, tra l’India ed il Pakistan. A quei tempi, anche se i sistemi erano evidentemente molto rudimentali, già c’era il concetto “sociale” delle fognature, dove far confluire i propri bisogni, un bel tubo. Nel terzo millennio i “bisogni” sono di altra natura, ma questa è tutta un'altra storia.