Secondo l’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina le critiche sulla gestione sono solo falsità. Questa la loro verità

L'Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina ASUGI, ci fa sapere che nei giorni scorsi sono comparse diverse notizie sui canali social, a loro dire, dal contenuto del tutto infondato e non veritiero aventi ad oggetto la situazione degli ospedali di Cattinara e Maggiore, nonché dell’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina. L'azienda anziché attraverso una nota stampa o cercando un chiarimento diretto, ha pensato bene di affidare ad uno studio legale la sua puntualizzazione. Potremmo essere maliziosi e pensare ad atto intimidatorio, ma non possiamo credere che un azienda sanitaria in questo momento impegnata a combattere una pandemia abbia la voglia di utilizzare tali metodi e quindi accantoniamo l'idea pensando solo ad una sgrammaticatura dettata dal momento di eccezionale tensione. Proprio per questo pubblichiamo quando afferma l' ASUGI, che sempre per voce del blasonato studio legale udinese ci fa sapere che “gli autori sono stati formalmente diffidati dal continuare con tale inopportuna e pericolosa condotta di diffusione di notizie false oltre che dal rimuovere immediatamente tali notizie”. “Poiché queste ultime (prosegue la mail) sono state riprese da varie testate giornalistiche che evidentemente hanno ritenuto fondata la notizia (che provenivano in massima parte da una senatrice della Repubblica ma che avevamo verificato attraverso altri canali (sul campo) ndr), senza verifica alcuna, si ritiene opportuno informarVi dell’attuale contestazione concernente le suddette pubblicazioni che, come detto, riguardano notizie aventi contenuto pacificamente non veritiero al fine di consentirVi le opportune valutazioni".
Bene, le nostre opportune valutazioni sono chiare e lo sarebbero state a semplice richiesta diretta, diamo  voce alle controdeduzioni dell'Asugi e alle sue verità che per noi sono presunte, esattamente come era chiaro erano presunte quelle riportate nei giorni scorsi dando voce ad uno o più esponenti politici. Avremmo raccontato l'altra "verità" anche semplicemente se ci fosse stato postato un comunicato stampa perchè noi non abbiamo la velleità di dispensare verità assolute, ma riportiamo notizie e non si può certamente dire che il j'accuse di esponenti politici di primo piano non siano tali.

Ci dice Asugi: “Dalla lettura dei post, ai quali è stata data ampia diffusione tramite la condivisione sul gruppo pubblico accessibile a tutti Osservatore Sanitario del Friuli Venezia Giulia, il lettore è infatti indotto a ritenere che:
A. l’ospedale di Cattinara risulti complessivamente infettato dal virus Covid-19 e, in particolare, i reparti di Medicina d’Urgenza e di Medicina Clinica siano stati costretti a chiudere a causa delle scelte scellerate dell’azienda che avrebbe mescolato i reparti Covid con quelli non-Covid in spregio alle indicazioni del Ministero della Salute;
B. l’Azienda non sia trasparente nel dare queste comunicazioni, diffondendo le notizie solo quando costretta;
C. l’Azienda sanitaria triestina abbia emanato una circolare con la quale impone al personale sanitario di non indossare più le tute protettive fino a quel momento utilizzate con ciò riducendo drasticamente il livello di protezione dal virus;
D. nonostante la diffusione del virus che avrebbe determinato la chiusura del reparto di Medicina d’Urgenza, l’Azienda avrebbe ridotto i dispositivi di protezione anche al Pronto Soccorso;
E. le decisioni dell’Azienda siano state assunte a causa di una probabile carenza di DPI, probabilmente persistente.
Quanto sopra, a prescindere da ogni altra considerazione di forma, non costituisce il vero in quanto la circolare richiamata, a firma del Direttore Sanitario ff dr.ssa Adele Maggiore, prevede che tutti, non soltanto gli operatori che lavorano presso l’Ospedale Maggiore che è un ospedale CoViD, debbano utilizzare i DPI come se tutti i pazienti fossero positivi.
I DPI da utilizzare, infatti, usualmente variano a seconda del livello di rischio, ma la diffusione dell’infezione nella popolazione, legata all’incertezza della positività, ha reso necessario considerare tutti i pazienti come potenzialmente positivi, con ciò determinando l’Azienda ad innalzare il livello di protezione, non certo a ridurlo.
La circolare richiamata non prevede affatto che non si debbano più utilizzare nelle terapie intensive e semintensive che accolgono solo pazienti CoViD positivi le tute in tyvek come gli autori vorrebbero far credere.
Non solo, ma l’Azienda, tramite l’apposita Unità di crisi aziendale pubblica un resoconto giornaliero allo scopo di informare tutti i dipendenti della situazione, delle difficoltà e delle decisioni prese. In merito, sono state prese tutte le più congrue iniziative al fine di evitare il diffondersi di notizie tali da generare allarme in un contesto già critico quale quello odierno”.

Ovviamente lasciamo l'eventuale contestazione delle tesi di ASUGI a chi aveva sollevato i casi, da parte nostra siamo contenti se a Trieste "va tutto bene", anche se alcuni numeri e testimonianze sembrano non confermare questa tesi e come giornalisti avere dubbi fa parte del mestiere e non farlo è peccato e vorrebbe dire abiurare ai nostri principi. Dobbiamo dire a scanso di equivoci  che siamo consapevoli che in questo tempi di coronavirus dove perfino la scienza si muove su terreni impervi e sconosciuti, errori e problemi di difficile soluzione sono possibili e in massima parte giustificabili dalla situazione, a patto però, ed il riferimento non è tanto ai livelli sanitari ma a quelli politico-istituzionali. Chi ha le responsabilità di governo, a Roma come a Trieste, non sfugga però al suo ruolo e soprattutto è fondamentale che vi sia trasparenza e assunzione di responsabilità. Nessuno  pensi di essere infallibile. Perchè in questo caso non c'è in gioco l'errore amministrativo, gestionale o economico, non siamo dinnanzi a casi di sperpero di denaro pubblico, ma drammaticamente alla perdita di vite umane della parte più fragile della popolazione.

Fabio Folisi