Settore logistica e trasporti una proposta per la legalità

Quello dei trasporti è un settore, al pari dell’edilizia, che più di altri soffre della crisi e stenta a ripartire. Tra i principali ostacoli ad una effettiva ripresa, quello della concorrenza sleale dei corrieri dei (numerosi) paesi limitrofi. Per tentare di dare una svolta alla situazione, senza aspettare proposte e soluzioni imposta dall’alto, gli stessi operatori del settore hanno presentato un documento che elenca una serie di possibili soluzioni concrete per contrastare le illegalità del mercato della logistica, del trasporto merci e spedizioni del Fvg. Mittenti del documento: Legacoop servizi distretto Nord Est, Confcooperative federlavoro e servizi Fvg, Agci servizi Fvg con le sigle sindacali Filt Cgil Fvg, Fit Cisl Fvg e Uil Trasporti Fvg. Destinatari: il presidente della Regione Fvg, Debora Serrachiani e l’assessore regionale al lavoro, Loredana Panariti.
il documento.  Al riguardo  il presidente di Legacoop servizi distretto Nord Est, Carlo Dileo, ha dichiarato: «Si tratta di una proposta di lavoro concreta per contrastare il lavoro illegale; questa lotta favorisce la buona cooperazione che tutela di conseguenza gli stessi lavoratori e aiuta gli organi ispettivi a scoprire le sacche di illegalità».
Nello specifico, vengono richieste specifiche tutele per i posti di lavoro: «Quando un’impresa si aggiudica un appalto non ha l’obbligo di garantire la continuità occupazionale del personale dell’impresa uscente – ha spiegato Dileo -, in altri casi, invece, nel cambio di appalto, l’impresa subentrante applica un contratto diverso da quello riferito all’attività prevalente del servizio oggetto di gara, che prevede molto spesso livelli retributivi inferiori. Bisogna rispondere a queste situazioni trovando misure idonee che tutelino la forza lavoro, prevedendo, ad esempio, nei capitolati di gara, clausole occupazionali e contrattuali oltre all’inserimento di misure sanzionatorie fino alla decadenza dal contratto per gravi inadempienze giuridiche, normative e contrattuali nei confronti dei lavoratori. È necessario - ha aggiunto - che si intervenga affinché la stazione appaltante garantisca ai lavoratori occupati nell’appalto le spettanze maturate e contributive in caso di inadempienza da parte dell’appaltatore o sub appaltatore». Tra le cause prime di questa situazione la pratica del massimo ribasso negli appalti pubblici, pratica che deve essere abbandonata a favore dell’utilizzo dell’offerta economicamente più vantaggiosa, facendo prevalere sulla componente di costo quella della progettualità e della qualità del servizio, adottando misure a tutela delle imprese che applicano con correttezza i contratti collettivi di settore. «Per dare concretezza a questi auspici - ha aggiunto Dileo - alla luce della nuova normativa in materia di appalti pubblici e facendo seguito alla disponibilità già manifestata dalla Regione Fvg a gennaio scorso, abbiamo voluto predisporre questo documento».
L’ultimo spunto presente nel documento suggerisce la creazione di un Osservatorio permanente sugli appalti pubblici e privati operante su tutto il territorio nazionale: «Un primo risultato tangibile potrebbe essere quello di costruire una tabella di costi del personale, sulla scorta di simili esperienze ministeriali già esistenti nel comparto pulizie e multiservizi».