Sgominata una banda italo-rumena dedita ai furti di mezzi agricoli. Arresti e sequestri

bandaSmascherata una banda di italo-rumeni che rubavano ed esportavano mezzi agricoli. I dettagli dell’operazione denominata “Ascunde”, condotta dai militari della Compagnia di Palmanova e diretta dalla Procura delle Repubblica di Udine, sono stati illustrati oggi, durante una conferenza stampa che si è svolta a Udine, al comando provinciale di viale Trieste. Da quanto scoperto dagli investigatori dopo lunghe ed accurate indagini la banda di malviventi si era specializzata nel furto di
trattori agricoli e rame dalle aziende agricole friulane e poi li trasportavano in Romania, dove venivano immessi sul mercato dell’usato.
Secondo quanto spiegato dai carabinieri i malavitosi, sei romeni e due italiani, agivano non solo in Friuli ma anche in Veneto. Il Gip del tribunale di Udine ha quindi emesso sette ordinanze di custodia cautelare in carcere, una non è stata ancora eseguita e due ai domiciliari. L’accusa, per tutti, è quella di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti aggravati dal carattere transnazionale. Finora in cella sono finiti Andrei Marian Padurariu; Sorin Iulian Dumitrache; Mihai Daniel Gorghiu; Dorel Stejarel Chirila e Bernardo Brescia. Un altro cittadino rumeno su cui grava un’ordinanza di custodia in carcere è ancora ricercato.
Ulteriori due provvedimenti dispongono gli arresti domiciliari per Ruggero Bortoluzzi e Iulian Toader. Tutti i soggetti del sodalizio criminale risultano residenti o domiciliati tra le province di Pordenone, Treviso e Ascoli Piceno. L’Autorità giudiziaria ha anche emesso un decreto di sequestro preventivo di beni riconducibili ai fermati finalizzato alla confisca per equivalente di alcuni mezzi utilizzati durante i furti per un valore di poco meno di 70mila euro. I carabinieri hanno sequestrato, durante l’esecuzione delle misure cautelari, anche denaro contante, veicoli e telefoni cellulari.
catturaladrL’indagine, come hanno spiegato in conferenza il comandante provinciale, colonnello Marco Zearo e il comandante della Compagnia di Palmanova, maggiore Maurizio Maiani, è scaturita dagli accertamenti svolti dai carabinieri sui furti avvenuti nella notte tra il 15 e il 16 maggio 2016 in alcune ditte di San Giovanni al Natisone. In quell’occasione la dinamica di quanto avvenuto venne ricostruita con dovizia di particolari dimostrando che gli autori erano molto ben organizzati. Prima avevano rubato un autocarro Fiat Iveco Eurocargo di proprietà dellaazienda Komposy Krom srl sul quale avevano successivamente caricato un quad Polaris Spx 500E e un trattore Bcs Valiant appartenenti alla ditta Pvk srl. I malviventi avevano fatto perdere le proprie tracce nonosnate l’ingombrate refurtiva. Ma le indagini svolte da parte dei carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Palmanova avevano consentito l’individuazione di un capannone a Cusano di Zoppola lungo la strada statale 13 Pontebbana, un edificio messo a disposizione da uno degli italiani coinvolti e destinato al deposito della refurtiva, in attesa della successiva vendita o trasporto.
All’interno del capannone sono stati trovati fra l’altro 1.790 chilogrammi di rame che provenivano da un furto commesso al parco fotovoltaico della ditta Solar, sempre a Cusano di Zoppola. Ricostruita anche la modalità di trasporto dall’Italia alla romania delle merci oggetto dell’attività predatoria della banda, la merce rubata infatti, costituita, come accennato in apertura prevalentemente da trattori si aggiungevano anche tosaerba, pannelli fotovoltaici, ruote e cerchioni di autovetture di marca. Tutto veniva trasportato in Romania da autocarri di nazionalità romena soprattutto nel fine settimana quando i controlli sarebbero meno presenti. Una volta giunta in Romania, la merce veniva ricettata da altre persone che provvedevano al resto del lavoro. La svolta alle indagini venne ella notte fra il 19 e il 20 giugno 2016 quando presunti ladri erano tornati nel territorio di San Giovanni al Natisone per rubare i cavi di rame dell’impianto fotovoltaico della ditta Torre srl. Quella notte, secondo quanto spiegato dai militari dell’arma, i malfattori avevano usato un autocarro sottratto alla stessa ditta per trasportare circa 1.500 chilogrammi di rame. I carabinieri li avevano intercettati e avevano cercato di bloccarli al casello autostradale di Palmanova. Ma i fuggitivi avevano forzato lo sbarramento e avevano abbandonato la refurtiva compreso il veicolo rubato. Ma nonostante il cerchio si stesse stringendo sula banda i presuti ladri avevano proseguito nella loro attività criminale impossessandosi di altri trattori agricoli anche di grosse dimensioni, tra i quali spiccano un John Deere 5515 e un Fiat 780, modalità sempre le stesse, prima il furto degli autocarri necessari a trasportare i mezzi agricoli e poi il “prelievo” di questi.

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