Si conclude a Pordenone la parte autunnale del festival de L’Arlecchino Errante

Si conclude a Pordenone la prima parte dell'edizione 2020 del Festival de L'Arlecchino Errante della Scuola Sperimentale dell'Attore, che quest'anno ha come tema "Forme di Vita": un inno alla resilienza al tempo del coronavirus. Cinque giovanissimi attori del Gruppo di Teatro Sociale “I Sancho Panza”, insieme ad altri dodici loro compagni delle scuole medie di Porcia, racconteranno l'apologo contemporaneo "Libertà… quando donne e alberi si mettono insieme". Una storia concepita e realizzata da loro stessi in un laboratorio durato tutta l'estate, con la guida di Luca Maronese e la produzione della Associazione “Don Chisciotte” di Porcia, che si impegna da anni in progetti per e con i ragazzi della scuola dell'obbligo.

Uno spettacolo itinerante all'aperto in programma domenica 11 ottobre alle 18 nel Parco della Madonna Pellegrina di Pordenone (durata 50’). Ingresso libero, prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti (n. 40), telefono 351 8392425.

"Questo appuntamento costituisce l'ultima scena del programma autunnale de “L’Arlecchino Errante 2020” - spiega il presidente della Scuola e direttore artistico del festival Ferruccio Merisi -: un'edizione speciale che con il titolo Forme di vita ha voluto ospitare esempi virtuosi di capacità di sopravvivenza dell’azione teatrale dal vivo in tempi difficili. Anche l'ultimo spettacolo, che si gioca a stazioni in un parco arioso, con trasferimenti e fermate ben distanziati, è una testimonianza di questo impegno. Un esempio che, essendo prodotto da giovanissimi che per natura guardano al futuro, chiude con speranza ed orgoglio questa prima fase".

Ma la "macchina del Festival non si ferma. "Non potendo programmare il classico Master internazionale - ha concluso Merisi - per le note problematiche legate alle presenze dall'estero in tempi di emergenza da coronavirus, abbiamo messo quest'anno il focus sui corsi annuali curricolari della Scuola Sperimentale dell'Attore, ospitando un doppio Open Day, dove gli utenti di ogni età hanno potuto incontrare i docenti, verificare l'efficienza degli spazi e dei protocolli antivirus, ed anche esprimere richieste personalizzate. Sulla base di questi incontri è stato messo a punto un programma ricco e vario, dedicato ad ogni tipo di destinatario, che
partirà dall'inizio di novembre per arrivare fino a metà giugno”.

LO SPETTACOLO

LIBERTÀ… quando donne e alberi si mettono insieme
creazione collettiva

con testi di
Giorgia Sist, Ana Maria Palade, Cristiana Cella

coreografie di Stefania Moras
musiche dal vivo di Paolo Forte
regia di Luca Maronese
aiuto regia Chiara D'Agostini

I ragazzi hanno voluto dar voce al coraggio di quelle donne che ogni giorno subiscono violenza nelle loro case e nella società intera, e allo stesso tempo sentivano doveroso interrogarsi su quali diritti potessero avere alberi e piante. Da qui è nata l'idea di farli incontrare e dar loro la possibilità di raccontare e raccontarsi. Nell’apologo, il desiderio di libertà spinge donne e alberi a lottare insieme per provare a difendersi, scoprendosi veri “guerrieri di pace”. Un viaggio fatto di sentimenti contrastanti che aiutano a riflettere, invitandoci a fare la nostra parte per alleggerire un peso che appartiene a tutti. Un sussurro che diventa un grido che non lascia indifferenti, e a cui provare a dare risposta.