Sì della Camera ai primi due articoli della Legge elettorale. Il palazzo dà la fiducia, le piazze no

La Camera dei deputati conferma la fiducia al governo sui primi due articoli ella riforma elettorale, detta "Rosatellum bis". La terza ed ultima fiducia si voterà invece giovedì mattina, poi i voti senza fiducia con l’esame degli emendamenti e di seguito i voti sugli ordini del giorno nel pomeriggio di giovedì e infine, entro la serata, il voto finale che torna segreto sulla legge elettorale. Ma le polemiche non si placano dopo la decisione del governo di porre la fiducia sono insorte le opposizioni che come avevano promesso nell'immediatezza dell'annuncio della fiducia da parte del ministro per i rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro, sono scesi in piazza. I 5 Stelle che parlano di 'emergenza democratica', hanno manifestato davanti a Montecitorio: "I cittadini avranno la loro parte di responsabilità se nascerà l’ennesima legge elettorale porcata", ha scritto il leader del M5S Beppe Grillo in un lungo post sul suo blog. "Tradire le generazioni a venire oggi ha la forma di lasciarle impantanare nei resti della squallida storia recente, io questo non lo perdonerò al Paese, elettori e giornalisti saranno una cosa sola se non resteranno svegli almeno il giorno delle urne".
Al Pantheon, invece, la manifestazione contro la scelta del governo di imporre la fiducia, fatto che è diventato una sorta di viatico, ricompattando l'area di sinistra, da Mdp a Sinistra Italiana, da Possibile di Civati a Rifondazione.

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