Simona Liguori (Cittadini) su Ospedale di Gorizia: «L’attività ortopedica di urgenza venga ripristinata

«L’ospedale di Gorizia torni alla situazione pre-COVID e la Giunta regionale intervenga senza più esitazioni per risolvere le molteplici questioni ancora aperte». Questa in estrema sintesi la richiesta alla base dell’interpellanza presentata dal gruppo dei Cittadini, che approderà in aula nel corso delle prossime sedute. A farsi portavoce delle richieste del territorio isontino è stata ancora una volta la consigliera regionale Simona Liguori, che nel documento sottoposto alla Giunta Fedriga ha individuato le criticità più urgenti.

«Abbiamo chiesto garanzie - ha spiegato la rappresentante dei civici - affinché l’attività ortopedica in urgenza venga ripristinata a Gorizia come era precedentemente alla chiusura per emergenza virus, mantenendo così fede alle promesse fatte a suo tempo dall’Assessore Riccardi che tutto sarebbe ritornato come prima. Dovrà poi essere riattivato urgentemente il bando per Direttore della Struttura Operativa Complessa (SOC) di “Oncologia”, revocato con Decreto n. 251 del Direttore generale Asugi, nonché i concorsi per direttore di altre due importanti SOC come “Igiene e Sanità Pubblica” e “Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro”, entrambi sempre revocati dallo stesso Decreto 251. Infine, è necessario che venga bandito al più presto il concorso per la direzione della SOC di “Medicina Generale”».

Richieste legittime dato che i cittadini goriziani hanno accettato con spirito di sacrificio tutti i disagi provocati dalla trasformazione dell’Ospedale di Gorizia in ospedale Covid.

«L’ortopedia ha precisato Liguori - ha ripreso l’attività, ma solo parzialmente e non secondo le modalità preesistenti alla chiusura, lasciando a Gorizia i soli interventi in elezione e dirottando tutte le urgenze ortopediche a Monfalcone. Ogni anno, oltre ad altre urgenze traumatologiche, ci sono circa 150 casi di fratture del femore in persone perlopiù anziane e fragili che prima venivano trattate a Gorizia e che ora devono essere trasportate a Monfalcone, con tutto ciò che ne consegue».