Sindrome boato in Friuli, nessun mistero, è stato un bang sonico provocato da jet militari Usa

Nessun mistero, nessuna invasione aliena alle porte, ne tanto meno un mega attentato terroristico, il boato avvertito verso le 18.15 di mercoledì serapercepito in molte parti del Friuli e del Veneto orientale è stato un classico fenomeno di boom sonico, il suono che si produce quando un aeroplano vola a velocità superiore a quella del suono in aria. La conferma indiretta è arrivata questa mattina dall'ammissione da parte dei militari Usa della Base di Aviano secondo cui “jet erano in quella in zona al momento in cui si è verificato l'evento", La conferma è del comando del 31st di Aviano, conferma sulla tesi   che era stata anticipata dal giudizio dei tanti esperti di volo ma che anche il semplice buonsenso suggeriva.
In altri tempi, qualche decennio fa, l'allarme sarebbe stato paradossalmente inferiore perchè di “rottura del muro del suono” si parlava molto e poi non vi erano le psicosi presenti oggi. A nessuno negli anni sessanta sarebbe venuta in mente l'ipotesi attentato, ma semmai quella di un tuono temporalesco a ciel sereno.  Basti penare che il primo uomo che superò il muro del suono fu il generale americano Chuck Yeager, su un X-1, il 14 ottobre 1947. Yeager descrisse così la sua esperienza: «A un certo punto l’ago del machmetro cominciò a oscillare: salì a 0,965 e di colpo superò il limite. Ma fu nel 1964 che il fenomeno divenne di divulgazione di massa, quando la NASA e l'agenzia federale statunitense per l'aviazione civile misero in atto il progetto "Oklahoma City sonic boom tests" di cui si parlò anche in Europa se non altro per gli strascichi giudiziari in cui sfociò. L' esperimento consisteva nel generare otto boom sonici al giorno per un periodo di sei mesi per raccogliere dati scientifici, questi furono abbondantemente raccolti ma al costo di creare enormi problemi nella popolazione stressata dai continui “botti” di cui pur conoscendo la natura non accettavano il disturbo. La vicenda sfociò in una mega causa giudiziaria, oltre 15000 mozioni di protesta finirono per generare una class action contro il governo americano, che uscì perdente anche in appello nel 1969 costretta a sospendere le sue azioni e pagare spese e risarcimenti.
Forse più preoccupante e quanto avvenuto poco più di una decina di anni fa quando, era l'Ottobre del  2005 Israele utilizzò degli aerei F-16 per creare dei boati sonici sulla striscia di Gaza  come metodo di guerra psicologica, pratica che venne successivamente condannata da parte delle Nazioni Unite. Una fonte dell'intelligence israeliana, come riporta wikipedia, riportò che la tattica fu adottata per contrastare il supporto da parte della popolazione civile ai gruppi armati palestinesi, specialmente quelli che lanciavano i razzi Qassam verso i centri abitati israeliani, la stessa fonte riportava il controverso rapporto di uno psichiatra palestinese che denunciava come i boom sonici avessero prodotto seri effetti sulla salute dei bambini di Gaza, inducendo ansietà, panico, diminuzione della concentrazione e del rendimento scolastico, oltre a un aumento degli aborti spontanei. Il rapporto venne ovviamente contestato da parte israeliana accusando i palestinesi di assenza di credibilità scientifica e riscontri clinici. Risibile pensare però che oggi gli Usa stiano tentando esperimenti come quelli di Oklahoma City, anche se qualcuno amante del complottismo, vedi scie chimiche, certamente lo farà, ma vale invece la penna ragionare sul fatto che  anche un unico “botto” nei nostri tempi può far sindrome. Basti pensare che  l'episodio di ieri in Friuli ha provocato  decine di chiamate ai Carabinieri che già in serata aveva fatto scattare delle verifiche, che ovviamente non avevano dato alcun esito esito  se non quella di riportare tutto al bang sonico che ovviamente non lascia tracce.