Sinistre di Opposizione Fvg per il NO al Referendum

Il Coordinamento delle Sinistre di Opposizione del FVG (Partito Comunista dei Lavoratori, Partito della Rifondazione Comunista, Partito Comunista Italiano, Potere al Popolo Isontino, Risorgimento Socialista, Sinistra Anticapitalista) si pronuncia per il NO alla legge di revisione della Costituzione oggetto del referendum confermativo dei giorni 20-21 settembre. Questo il testo di una nota diffusa dal coordinamento: "Una legge che mira a ridurre drasticamente il numero dei parlamentari facendo leva su quel diffuso sentimento di disprezzo nei confronti della politica di palazzo e che riduce al solo ceto politico istituzionale l’origine di tutti i mali della società.In realtà sono le esigenze dell'odierno capitalismo a guidare la revisione parlamentare, in modo che i lavoratori contino ancora meno.

La rabbia popolare ha certo ragioni autentiche. Le controriforme costituzionali di questi decenni hanno facilitato l’attacco da parte di un capitalismo in crisi contro le masse lavoratrici in tutte le sfere di vita di queste, dal lavoro alla sanità, dalla scuola al diritto alla casa, sino alla possibilità di autodeterminare la propria esistenza. Queste modifiche istituzionali sono state dunque funzionali all’applicazione delle politiche d’austerità, determinate dall’Europa di Maastricht e dal Fiscal compact, dal potere di Confindustria e delle banche, sia europee che italiane, con i risultati sociali nefasti che anche la pandemia da covid ha evidenziato in maniera drammatica con il suo carico di morti. Il parlamento e tutte le assemblee elettive sono così diventate delle succursali dei consigli di amministrazione del capitale finanziario, aumentando i poteri degli esecutivi, sostenuti da maggioranze blindate da premi di maggioranza, e creando una alternanza di governo che assicura solo la governabilità capitalistica contro la classe lavoratrice e più in generale contro i bisogni popolari. Tutto ciò ha alimentato la cosiddetta antipolitica, il qualunquismo e l'astensionismo, che non rappresentano un’opposizione sociale alle politiche dei governi, e infatti non spaventano nessuno dei partiti dominanti che stanno dietro alle scelte antipopolari di questi decenni, ma anzi, proprio questi stessi partiti manovrano abilmente questi sentimenti per ottenere un taglio del numero dei parlamentari al fine di una maggiore libertà di movimento. E questo a fronte di un risibile risparmio equivalente allo 0,007% della spesa pubblica. Ecco perché il malcontento popolare verso la politica istituzionale va incanalato nel solco della lotta per la giustizia sociale, contro le diseguaglianze, per la giustizia salariale, per il diritto alla casa, a una scuola e una sanità pubbliche e accessibili, contro la precarietà, lo sfruttamento, i tagli ai servizi pubblici, i morti sul lavoro. E’ quindi necessario dire NO! Ma negli interessi della classe operaia e lavoratrice, dei bisogni popolari, un NO contrapposto alla compatibilità con le politiche dominanti. Un’opposizione sociale che per svilupparsi ha bisogno del rilancio della lotta di classe del movimento operaio, attorno al quale ricomporre un blocco popolare anticapitalista. L'unica vera riforma è quella che prevede un taglio netto non dei seggi bensì dei trattamenti economici e relativi benefit dei parlamentari, equiparandoli a retribuzioni lavorative, e soprattutto un sistema elettorale proporzionale puro, senza sbarramenti né premi di maggioranza, con voto di preferenza, al fine di permettere una rappresentanza politica indipendente delle masse lavoratrici e popolari, unica vera garanzia democratica nelle attuali istituzioni. Il Coordinamento delle Sinistre di Opposizione del Friuli Venezia-Giulia rivendica, quindi, un NO operaio e popolare ad un parlamentino al pieno servizio di banchieri, industriali, e loro tecnocrati".