Sistema di accoglienza a Trieste esprime forte preoccupazione per le “riammissioni informali dei migranti in Slovenia”

In una nota stampa  Ufficio Rifugiati Onlus-Ics,  la  Fondazione Caritas Trieste, l'agenzia sociale Duemilauno, e le cooperative sociali La Collina e  Lybra  che a Trieste da anni organizzano il sistema di accoglienza e protezione per i richiedenti asilo e i rifugiati, esprimono forte preoccupazione in relazione all'applicazione delle cosiddette riammissioni informali dei migranti in Slovenia. Ricordiamo infatti che non è ammessa alcuna riammissione o altra forma di respingimento nei confronti di chi intende presentare la domanda di asilo ma – ai sensi delle norme vigenti – la domanda di asilo va comunque registrata nel Paese nel quale lo straniero si trova, con successiva eventuale applicazione del
Regolamento Dublino III per stabilire se il Paese competente a esaminare la domanda sia l'Italia o un altro Paese dell'Unione. Le scriventi organizzazioni evidenziano inoltre come siano fatti noti a chiunque – perciò non possono essere ignorati dalle autorità italiane – che tra Slovenia, Croazia e Bosnia esista da tempo un fenomeno di respingimenti a catena di migranti che in tal
modo vengono illegittimamente allontanati dal territorio dell'Unione nel quale avevano fatto ingresso per chiedere protezione. Dette persone, come evidenziato da tutti i rapporti internazionali, sono soggetti a gravi violenze durante tutta la cosiddetta “rotta balcanica”.