Speriamo non FriuliCov, ma sicuramente è stato un FriuliFlop

CREDIT FOTO LUCA MATTIOLI

Diciamolo, i cittadini udinesi si sono dimostrati molto più saggi dei loro amministratori, hanno disertato in massima parte la kermesse tanto voluta dalla giunta Fontanini nonostante i pericoli derivanti dagli assembramenti che determinate manifestazioni inevitabilmente si portano dietro. Ed anche se non siamo tanto maligni da pensare , come qualcuno sui social ha detto, che è stato tutto funzionale alla propaganda leghista con tanto di presenza (inopportuna) di gazebo in piazza san Giacomo, riteniamo più plausibile che la perniciosa volontà di "friulicioccare" a tutti i costi fosse più che altro dettata dal fatto che, se togli la sagrona,  le attività del comune di Udine sono ormai molto poverelle e quando ci sono, come l'innauguarazione di Via Mercatovecchio, sono eredità del passato, contando magari nella smemoratezza degli udinesi che dovrebbero ben sapere come l'opzione pedonale non fosse quella voluta da Fontanini &c.  Ovviamnte si contava sulla  spinta mediatica che la kermesse festaiola in passato si portava dietro e che invece, quest'anno è stata in tono decisamente minore,  perfino il Messaggero Veneto che in passato dedicava paginate intere alla manifestazione quest'anno l'ha opportunamente relegata in cronaca di Udine e neppure dedicando l'apertura della sezione dedicata al capoluogo friulano. Unico contentino per il “pieri” quella foto in prima pagina dove taglia il frico con maestria da geometra della domenica. Una comparsata senza la quale il sindaco rischiava di andare in depressione e che il quotidiano di viale Palmanova ha concesso, perchè, diciamolo, al frico non si può rinunciare. Comunque in nome del "chi si contenta gode", il Comune di Udine si dice soddisfatto mentre l'opposizione lancia in resta affonda la sua lama, non nel frico, ma direttamente nella gestione della kermesse arrivando a dire che si è "rovinato" il nome di Friuli Doc. In realtà sono anni che Friuli Doc si è rovinato, da quando anziché vera kermesse culturale, dove l'enogastronomia era giusto complemento, è diventata una sagra da paesotto, dove la differenza è fatta dalla grandezza e non dalla qualità. Quest'anno non c'è stata neppure la grandezza e il disastro annunciato si è materializzato. Speriamo invece non si materializzino i   rischi di diffusione del covid 19, per fortuna i numeri sono rassicuranti, il rischio c'è stato, nonostante covinbox, app e schedatura dei partecipanti, ma la scarsa affluenza per fortuna potrebbe aver mitigato gli effetti pandemici, anche se occorrerà aspettare un paio di settimane per capire se vi saranno dati che segnalano un qualche picco. Speriamo di no ovviamente e che la schedatura dei partecipanti venga presto cancellata, prima che qualche zelante hacker si impossessi dei dati per poi magari venderli a migliore offerente commerciale o politico. Speriamo di poter archiviare questa edizione della festa prima possibile, è infatti una di quelle volte che odieremmo aver avuto ragione nel battezzare questa edizione Friuli Cov.

FF