Sputi, cicche e mozziconi. Udine ritorna al medioevo

Il malcontento. Cittadini e commercianti: «multate gli incivili!». San Giacomo, i nuovi quadrelli già imbrattati di chewin-gum

va bene che Udine è un centro medioevale, ma questo non significa che le persone debbano comportarsi come nel medioevo.

E il fatto che, camminando, si debba fare lo slalom tra sputi e gomme americane, come un tempo lo si faceva con i rivoli di orina, sta mandando su tutte le furie non soltanto i cittadini, ma anche i commercianti del centro storico. E allo schifo delle espettorazioni e delle gomme, si aggiunge anche quello per i mozziconi di sigaretta. A tal proposito alcuni esercenti, nella speranza di salvare almeno il decoro del proprio esercizio, hanno fornito il marciapiede di posacenere cosa che, a dirla tutta, dovrebbe fare l’Amministrazione comunale.

Sì perché dal momento che la Legge 221 del 28 dicembre 2015, e in vigore dal 2 febbraio 2016, prevede multe fino a 300 euro per chi getta mozziconi e cicche in strada, prevede, tuttavia, che i Comuni installino appositi contenitori lungo i marciapiedi, nei parchi e nei luoghi di aggregazione.

«E’ facile per lo Stato legiferare – commenta l’assessore all’Ambiente, Enrico Pizza – senza però garantire ai piccoli comuni le risorse necessarie per fare funzionare le cose».

E infatti, di posacenere pubblici lungo le strade cittadine, se ne incontrano pochini.

«Faccio appello al buon senso e all’educazione delle persone – continua l’assessore – restando in attesa di vedere, finalmente, comminare la prima multa all’incivile di turno. Non è facile che ciò avvenga, naturalmente, perché le persone devono essere colte in flagranza di reato. Cercheremo di monitorizzare il centro storico il più possibile – conclude Pizza – anche perché, purtroppo, le chewin-gum stanno iniziando a imbrattare la nuova pavimentazione di piazza San Giacomo».

E in effetti, sul rinascimentale mercato nuovo, già si intravedono le prime macchie annerite dalla polvere, non biodegradabili e destinate a rimanere attaccate per decenni. Senza considerare il rischio per uccellini e piccioni, troppo spesso asfissiati da ciò che credono un ghiotto boccone.

Ma se un Comune come Roma spende oltre a 5 milioni all’anno per pulire i marciapiedi dalle gomme americane, quanto spende, in proporzione, un’Amministrazione come Udine?

«Nulla – informa l’assessore – come ho detto non abbiamo abbastanza fondi per questo servizio».

Ma oltre a cicche e mozziconi, la legge punisce anche chi sputa, un’usanza questa, non soltanto “esotica” ma decisamente autoctona e che sta trasformando i camminamenti cittadini in vere e proprie sputacchiere. Creando anche seri rischi dal punto di vista sanitario. Non dimentichiamo, infatti, che malattie quali meningite, tubercolosi e influenze, oggi tornate “alla ribalta”, sono virali e «portarsele in casa – come sottolinea un commerciante di via Aquileia – sulle suole o sulle zampe del cane, non è il massimo».

Insomma: cari trogloditi usate il fazzoletto, perché dalla sentenza n. 45924 del 9 dicembre 2011, la Cassazione, con dovizia di particolari, spiega che sputare può configurare un reato previsto dall’articolo 639 del Codice Penale e che riguarda il deturpamento e imbrattamento di cose altrui.

Blu

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