Stanziati dal MIBAC 520 mila euro per Miramare, serviranno per il nuovo impianto di illuminazione del parco e per il restauro delle cucine del castello

Nell’ammontare complessivo di 180 milioni di euro di risorse destinate dal Ministero per i beni e le attività culturali per la tutela del patrimonio culturale italiano, 520 mila euro sono stati assegnati al Museo Storico e il Parco del Castello di Miramare. Nello specifico, per il 2019 sono state accolte la richiesta di finanziamento per il nuovo impianto di illuminazione del parco di Miramare (450 mila euro) e, per il 2020, la domanda di risorse destinate al completamento del restauro delle cucine storiche del castello (70 mila euro).

“Leggo questi due finanziamenti che mi stanno particolarmente a cuore come un riconoscimento della qualità dell’opera iniziata e condotta fino ad ora – commenta con soddisfazione la direttrice di Miramare Andreina Contessa -. Si tratta di risorse preziose che ci consentiranno di aumentare la qualità dell’offerta e i servizi che attualmente diamo ai numerosi visitatori e turisti. Miramare è già una meta culturale e turistica d’eccellenza in regione, estendere la fruizione del parco con un impianto di illuminazione adeguato e rendere nuovamente fruibili le cucine assecondando le richieste di moltissimi visitatori, ci consentirà di fare altri passi decisi verso la trasformazione di questo luogo di arte, natura e cultura in un sito aperto, inclusivo e godibile per tutti”.

Il parco di Miramare, visitato ogni anno da quasi 900 mila persone – numeri che lo rendono il terzo sito gratuito più visitato in Italia – si estende su una superficie di 22 ettari che, attualmente, sono privi di un impianto di illuminazione diffuso che preclude la possibilità di realizzare eventi culturali e visite in sicurezza durante l’estate.

“Grazie ai finanziamenti ministeriali – spiega la direttrice -, dopo una fase di studio illuminotecnico, inizieremo con un primo lotto che renda accessibile la parte pianeggiante del parco compresa tra castello e castelletto con i viali principali e il parterre, arrivando fino all’entrata di Grignano. Sarà adeguato e potenziato anche l’impianto di illuminazione esistente”.

Per quanto riguarda l’intervento nelle cucine del castello – “per ampliare la nostra offerta culturale con un approfondimento dell’aspetto quotidiano e pratico della vita in un castello ottocentesco”, dice Contessa -, si tratta di riprendere i lavori di restauro iniziati e mai completati di alcuni anni fa, la cui interruzione, con la mancanza di finiture, la revisione degli impianti, la risistemazione dei servizi igienici e il restauro dei serramenti esterni, non consente di fatto la fruizione al pubblico degli spazi che potranno essere usati come aule didattiche o sale conferenze. Le cucine, poste al piano seminterrato del castello, sono ambienti voltati che in parte affacciano sul porticciolo e che un tempo ospitavano la cuna vera e propria, la dispensa, il forno, la cantina. Nel corso del tempo, gli spazi sono stati rimaneggiati ma hanno mantenuto quasi integralmente la loro spazialità originaria: si conservano ancora i forni e una grande cucina metallica degli anni Trenta.

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