Storia di mazzette e di pagamenti in natura. Guai per due dirigenti Anas in odor di corruzione

Due pubblici dirigenti, l’ex capo compartimentale Fvg Giuseppe Ferrara ora  in servizio fuori regione  e il direttore operativo Gianpiero Dario, nei guai per presunte mazzette ricevute dalla ditta triestina Ecoedilmont una società triestina che opera nel settore della manutenzione delle strade. Chissà che l’inchiesta triestina non diventi quel piccolo foro nella diga che prelude ad una alluvione, perchè è chiaro a chiunque si sia accostato al mondo dell’edilizia stradale che qualcosa di opaco, torbido, forse decisamente malato di corruzione,  aleggia sulle opere pubbliche piccole e grandi. Dai grandi appalti a quelli minori, se non appartieni al “giusto” giro, non batti chiodo. Chissà cosa contengono quei centinaia di faldoni sequestrati dalla procura di Gorizia e che sono sotto la lente della Gdf da mesi, dell’operazione denominata Grande Tagliamento, (subito uscita guarda caso dai radar dei media) sulla quale per ora restano solo le parole degli inquirenti che avevano definito “una grande metastasi” il sistema di gestione degli appalti da parte di una cupola di imprese, sempre le stesse, che secondo le tesi di Procura e Gdf, si spartivano con disinvoltura gli appalti confidando nella disattenzione della politica e forse nella connivenza di pezzi dell’apparato amministrativo. Vedremo, per ora accontentiamoci dell’inchiesta triestina di quanto reso noto, cioè che una azienda  avrebbe – secondo la Guardia di Finanza – gonfiato la rendicontazione di lavori e di interventi compiuti rendicontazione fondata – scrive il comunicato della Finanza – su una doppia contabilità, abilmente occultata, ma poi rintracciata e decodificata dagli investigatori su incarico della procura. La società triestina avrebbe messo in conto all’Anas attività manutentive sulle strade regionali in numero ben maggiore di quelle realmente eseguite inserendo, in tutto o in parte, dati fittizi sugli impieghi di mezzi strumentali e di personale, per importi illeciti calcolati in oltre 500mila euro. E’ emerso ad esempio che alcuni operai si trovavano in posti ben diversi dal posto di lavoro: in ferie, anche in Croazia, altri ad una festa di matrimonio in Sicilia. Il disegno criminoso – scrive ancora la Guardia di Finanza – è stato realizzato grazie alla collusione tra il direttore operativo della partecipata pubblica – responsabile esecutivo delle gare – e l’amministratore della srl triestina appaltatrice di cui peraltro il primo è stato già dipendente in passato. A fronte degli indebiti guadagni conseguiti, l’amministratore della srl in questione avrebbe pagato mazzette anche in “natura” al direttore operativo e ad un altro dirigente dell’Anas, per aver “chiuso gli occhi” dinanzi agli illeciti perpetrati, mazzette sotto forma di ristrutturazione di un appartamento, fornitura e posa in opera di finestre e installazione di impianto di riscaldamento, per un controvalore complessivo di 65.000 Euro (praticamente il 10% ). Dieci i denunciati a vario titolo: gli amministratori della srl e di altre due imprese sub appaltatrici nonché i due funzionari dell’Anas, per concorso in truffa aggravata, falso ideologico in atto pubblico e «corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. Su provvedimento del Gip di Trieste è stato eseguito un sequestro preventivo di complessivi 640.000 Euro nella disponibilità degli indagati.

Maxi inchiesta “Grande Tagliamento”. Il futuro non è scritto, non ancora toccati dalle indagini i livelli politici e finanziari

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