Sul Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali per il Tagliamento: urge una squadra multidisciplinare
Il dibattito riguardante gli interventi idraulici previsti sul Tagliamento si sta concentrando sul Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (DOCFAP) reso obbligatorio dal nuovo Codice degli appalti (D.Lgs. 36/2023) per lavori di importo pari o superiore a 5.538.000 € (art. 37, comma 2).
Come chiarito dall’Autorità di Bacino delle Alpi Orientali (ABAO), il DOCFAP non è un semplice adempimento, ma un’occasione cruciale: è la fase preliminare in cui si definiscono gli obiettivi e i fabbisogni da soddisfare. Il suo scopo è individuare la soluzione migliore sia per l’ambiente che per la collettività in termini di costi e benefici, a seguito di un confronto tra alternative.
L’ABAO ha comunicato che sarà individuato un gruppo di lavoro con competenze multidisciplinari, che effettuerà valutazioni anche con gli esperti indicati dai Comuni.
Il gruppo di cittadinanza attiva Noi Siamo Tagliamento – ridare spazio ai fiumi richiama alla necessità che vengano coinvolti anche botanici, faunisti, ecologi, geologi, geomorfologi, paesaggisti, sociologi tra i redattori del DOCFAP, perché un fiume è un ecosistema dinamico e complesso e non è semplificabile come un canale di scolo. L’approccio adottato finora è basato unicamente sull’ingegneria idraulica con la riproposizione di dighe, traverse, casse di espansione, ossia opere altamente impattanti, con un approccio che considera solamente il problema del deflusso a scapito dell’attenzione necessaria alla salute ecologica e alla resilienza del corso d’acqua.
Le risposte ai quesiti cruciali posti dai 12 esperti, in particolare sull’impatto ecologico e morfologico e quelli relativi alle motivazioni per la scelta delle “grandi opere idrauliche”, sono state rinviate al DOCFAP e verranno date dai progettisti incaricati dopo l’appalto europeo. Questa strategia è interpretabile come un “escamotage amministrativo” per evitare di fornire le spiegazioni tecniche, che avrebbero dovuto essere già presenti nel Piano di Gestione del Rischio Alluvioni (PGRA), trasformando l’audizione in un “balletto istituzionale” non sostanziale. L’ABAO infatti considera come provvedimenti di indirizzo la ripartizione delle portate tra Tagliamento e Cavrato e l’adozione delle traverse di Dignano e Madrisio cioè, come dichiarato dall’ing Ferri in IV Commissione il 4 novembre scorso: non è cambiato niente rispetto allo scorso anno, suscitando accese discussioni in aula a Trieste.
Il gruppo di cittadinanza attiva Noi Siamo Tagliamento – ridare spazio ai fiumi rimarca che il coinvolgimento delle varie competenze in questa fase dovrà essere un parametro fondamentale per garantire che la sistemazione fluviale si traduca in un atto di riqualificazione ecologica a lungo termine, così come previsto dalla Nature Restoration Law, ossia ossia includendo soluzioni di ingegneria naturalistica negli interventi di mitigazione del rischio per le popolazioni, con la tutela per gli habitat. Ciò si concretizza nell’identificazione di zone in cui si può restituire permanentemente aree golenali al fiume (oggi antropizzate) e, con un occhio al futuro, impedire ulteriori invasioni antropiche in aree di naturale espansione delle piene.
Noi Siamo Tagliamento – ridare spazio ai fiumi.




