Sulle esequie vince la gente, la cerimonia sarà ad Amatrice

Il cosiddetto “assestamento” non lascia tregua alle popolazioni colpite nel centro Italia. Chi in Friuli era abbastanza grande per ricordarlo sa benissimo che il terremoto può non dar tregua per mesi ed è quindi normale che, a meno di una settimana dalle prime, devastanti scosse, la terra continui a tremare. Normale certo ma non per questo non spaventose per chi le subisce. Ieri le due scosse più forti, di magnitudo 4,4 e 3,7, la prima localizzata a 7 chilometri da Arquata del Tronto. Ma sono solo due delle molte. Ormai il tetto delle 2.000 repliche sismiche è stato superato, ma ad Amatrice si continua a scavare: nella notte è stato recuperato il corpo di una donna, uno dei tre dispersi individuati sotto le macerie dell'Hotel Roma.
Così viene aggiornato il triste computo delle vittime: il bilancio sale a 291, ma è certo che salirà ancora perché altri cadaveri sono stati individuati tra le macerie dell'hotel Roma e il loro recupero è molto complicato perché i corpi sono incastrati in un punto dove i vigili del fuoco non possono ancora arrivare senza mettere a repentaglio la propria sicurezza e quella di altri operatori. Inoltre mancherebbero all'appello ancora alcune persone e così i soccorritori continuano a lavorare ma le condizioni sono di "estremo pericolo", visto che in tutta l''area rossa' e in almeno dieci frazioni di Amatrice c'è il pericolo di ulteriori crolli di strutture che potrebbero produrre conseguenze molto gravi.
Intanto, su intervento del premier Renzi e del sindaco di Amatrice, si è deciso che non si celebreranno domani all'aeroporto di Rieti - com'era stato deciso in un primo tempo - i funerali delle vittime reatine del sisma. Il mesto addio si terrà - sempre domani - ad Amatrice. Lo ha sottolineato il sindaco del paese Sergio Pirozzi: "Sono state accolte le istanze della popolazione e si è deciso che i funerali si terranno domani alle 18 ad Amatrice". Retromarcia applaudito dai cittadini: "E' la decisione più giusta che potevano prendere, i morti devono restare qui - commentano soddisfatti - Sono figli di questa terra, non si capisce perché i funerali vadano fatti altrove". La decisione di celebrare le esequie a Rieti era stata assunta dalla prefettura e aveva causato immediate proteste degli abitanti di Amatrice. Il prefetto aveva valutato vari fattori - tra cui il maltempo previsto per domani e le difficoltà per raggiungere Amatrice - ma poi nel pomeriggio sulle considerazioni pratiche hanno avuto la meglio le ragioni del cuore: la maggioranza degli abitanti del paese più colpito dal terremoto voleva che la cerimonia si svolgesse nel borgo e i toni si erano alzati parecchio: "Noi a Rieti non ci veniamo, ridateci i nostri morti", dicevano in molti. E anche il sacerdote, don Fabio, si era unito al coro: "Io a Rieti non vado, celebrerò qui, a Rieti non dobbiamo andare". Una rivolta popolare che ha avuto il suo risultato, anche perchè in questi giorni il mondo della politica si era riempito la bocca di un “ascolteremo cosa vuole la gente” che rischiava di essere smentito ancora prima che l'eco delle parole si placasse. Alle esequie parteciperanno comunque, come già hanno fatto ad Ascoli, il presidente Mattarella, il premier Renzi e i presidenti di Camera e Senato Boldrini e Grasso.