Sulle orme di Darko Bratina. Cantiere friuli in prima linea per dialogo e scambio transfrontaliero con la Slovenia

«Questa iniziativa, dedicata a un intellettuale che molto ha dato alla nostra regione e non solo, come Darko Bratina, proietta nuovamente l’ateneo in una dimensione di grande apertura al territorio di cui è parte integrante, dando impulso alla costruzione di un dialogo e di uno scambio transfrontaliero di best practice. Una relazione che costituisce un elemento fondamentale per la mission dell’Università e del suo “Cantiere Friuli”, volano di sviluppo per ri-costruire i legami e le collaborazioni anche con le realtà contermini, nello spirito più autentico di un ateneo che già vive nel futuro e si nutre di una prospettiva internazionale, perché deve rispondere al desiderio di conoscenza e di visione delle presenti e future generazioni». Così il rettore dell’Università di Udine Alberto De Toni ha salutato oggi nel capoluogo friulano il progetto “Fiducia oltre il confine: Darko Bratina tra sociologia e cinema”, finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia per valorizzare la figura e l’eredità intellettuale del sociologo Darko Bratina (1942-1997), uomo di cinema e senatore goriziano, figura di spicco della cultura regionale, nazionale e internazionale.

Lead partner è l’associazione Kinoatelje di Gorizia, in collaborazione con le Università degli Studi di Udine e di Trieste, l’Associazione Darko Bratina, l’Istituto di Ricerche Sloveno (SLORI) e con il contributo scientifico dell’Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia (ISIG). Nell’ambito di questo progetto, “Cantiere Friuli” dell’Università di Udine (www.uniud.it/cantierefriuli) ha proposto per la sua sezione “In corso d’opera” il seminario svoltosi a palazzo Antonini a Udine, intitolato “Cultura e territorio: idee e risorse per lo sviluppo di terre ai margini”, che è stato introdotto da Mauro Pascolini, docente all’ateneo friulano e coordinatore di Cantiere Friuli, e da Davorin Devetak del Kinoatelje Gorizia.

«Ancora una volta Cantiere Friuli si apre al territorio – ha commentato Mauro Pascolini –, in questo caso dando voce a iniziative progettuali che riguardano aree solo apparentemente marginali e, invece, estremamente ricche di risorse. Il ricordo della figura di Darko Bratina, qui protagonista, riporta alla sua attività di studio e ricerca volta alla valorizzazione delle differenze in una regione come la nostra, così ricca di biodiversità culturale».

Soddisfazione è stata espressa anche da Davorin Devetak del Kinoatelje. «Mi piace l’idea che esperienze provenienti da lontano – ha detto – possano parlare ad un pubblico interessato delle due parti del confine e di giovani, studenti dell’ateneo udinese. Su esempi e possibilità di sviluppo, turistico della montagna e dei territori vicini, dal Piemonte fino al Friuli e alla Slovenia. Attraverso la mediazione della figura ed eredità di Darko Bratina, un sociologo e politico insieme italiano e sloveno».

A cementare la collaborazione tra “Oltre il Confine” e Cantiere Friuli è la volontà di proporre un confronto virtuoso e trasparente, utile anche a una revisione critica delle progettualità in essere, alla luce della recente istituzione del Cluster per la Cooperazione transfrontaliera. Ventuno comuni italiani del Friuli Venezia Giulia e quattro comuni sloveni della regione “Goriška” si sono uniti, infatti, per sostenere gli interessi comuni delle vallate transfrontaliere e per creare una strategia comune volta a migliorare le condizioni economiche e sociali, evitare lo spopolamento e favorire l’attrattività turistica.

Il seminario è stato animato da una discussione tra i rappresentanti delle realtà artistiche, ambientali, culturali e ricettive a cavallo del confine, dal Collio alle Valli del Natisone e all’area dell’Alto Isonzo, arricchita dagli interventi dei coordinatori del Cluster: per la parte italiana dal sindaco di Taipana Alan Cecutti e dal direttore del Comune di Kobarid Simon Škvor, a nome del coordinatore della parte slovena, il sindaco di Kobarid Robert Kavčič.

«La recente costituzione del Cluster per la cooperazione transfrontaliera – ha spiegato il sindaco Cecutti – segna l’avvio di una nuova modalità di lavoro, di lungo periodo, finalizzata a una fattiva collaborazione tra i Comuni Italiani e Sloveni per incidere e orientare le misure e la programmazione europea. Il nostro obiettivo è quello di diventare referenti e artefici della programmazione europea, non solamente beneficiari di finanziamenti». Il primo cittadino di Taipana ha poi annunciato che «appena concluse le elezioni dei Comuni sloveni coinvolti, ci dedicheremo ad impostare e coordinare un lavoro di progettazione puntuale, inserendoci nei bandi aperti/ora in atto: unendo le due aree e lavorando attorno ad un tavolo assieme vogliamo riportare questo territorio ad essere centrale».

La proiezione, alle ore 14.45, del film “Langa che muore” di Giovanni Zanetti (fotografia di Livio Fusco, testo di Darko Bratina) che data agli anni 70 del secolo scorso, ha offerto lo spunto per un discorso storico di valorizzazione del territorio ed è stata seguita dalle testimonianze. A cominciare da quella dell’autore, incaricato di ricerca presso il Ceris-Cnr di Torino e professore emerito di economia dell’Università di Torino, sul tema della collaborazione con Darko Bratina e delle sue attività torinesi a cavallo degli anni 60 e 70 prima del suo ritorno a Gorizia. Il documentario di Zanetti, dalla fotografia cruda, un po’ sgranata, è un documento quasi etnografico, della povertà della Langa di mezzo secolo fa.

A seguire, l’esperienza Sweet Mountains, proposta dall’Associazione Dislivelli oggi con altre realtà associative, che ha illustrato un interessantissimo modello di turismo sostenibile nelle valli del territorio montano del Piemonte e della Valle d’Aosta, come lo sono anche alcune pratiche innovative nel territorio montano di casa nostra tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, presentate nella seconda sezione del seminario coordinata da Nicola Strizzolo, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi dell’Università di Udine.

Joško Sirk, operatore turistico del Collio Goriziano (La Subida, Cormons) noto in regione per i suoi input fortemente innovativi nel campo dei servizi per l’accoglienza, dopo aver visto il film, ha subito accettato di dare il proprio apporto per il confronto tra alcuni profili ed esperienze “locali” particolarmente interessanti sui temi ispirati dall’esperienza piemontese.
Al seminario sono intervenuti anche Stefano Del Medico del Dipartimento pianificazione territoriale generale, città metropolitana di Roma 15, Donatella Ruttar per Stazione di Topolò, Maša Klavora, coordinatrice della “Fundacija Poti Miru” (Fondazione Sentiero della Pace) sul tema “L’eredità della prima guerra mondiale e il Sentiero della Pace come occasioni di sviluppo transfrontaliero”.

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