Tangenti sanità siciliana: Euro & Promos innocente, coinvolta da faccendieri a sua insaputa. Non malaffare, ma eccesso di ospitalità meridionale

Chi non è del mestiere non potrà apprezzarlo appieno, ma è davvero ammirevole, ai limiti del commovente,  l'impegno profuso da gran parte della stampa locale del Fvg nel disattivare l'effetto delle notizie che giungono dalla Sicilia e che in qualche misura coinvolgono la Euro & promos ed il suo “ispiratore”, nonchè assessore della giunta Fedriga, Sergio Emidio Bini. Non solo il posizionamento “dimesso” nelle impaginazioni sia in carta che nel web, legittimo ma significativo,  ma soprattutto scopriamo che tutto sommato il fatto che fra una cricca di presunti malfattori, accusati di corruzione, turbativa d'asta nella maxi inchiesta tangenti in Sicilia , si parlasse di Euro e Promos come azienda cui concedere uno spazio in cambio di non meglio precisati vantaggi al nord, altro non sarebbe che normale dinamica nel mondo degli appalti. Ospitalità meridionale.  Prendiamo atto quindi che quanto scritto dai pm siciliani nel loro castello accusatorio sono fantasie e congetture, perchè è evidente che il catanese Giovanni Tranquillo curava gli affari di Euro & Promos oltre il suo mandato, di sua iniziativa, a loro insaputa. Del resto la storia italiana è piena di generosi faccendieri che operano per puro e disinteressato spirito di servizio. Del resto un personaggio come Giovanni Tranquillo è già nel cognome rassicurante e quindi il fatto che le intercettazioni telefoniche contenute nella corposa ordinanza di 541 pagine notificata agli indagati riporti che il Tranquillo, chiamato a rispondere di concorso in turbativa d'asta, abbia tramato per fare aggiudicare ad Euro & Promos dei lotti , grazie ad un accordo perfezionato con Salvatore Navarra (altro indagato) altro non è che semplice azione di cortesia meridionale. Infatti Navarra,  presidente della società concorrente "Pfe spa", era interessato a sua volta a concedere  uno spazio all'azienda friulana per buon cuore, evidentemente. Anzi di più, per azione di giustizia imprenditoriale, perchè nelle intercettazioni ed in particolare in una del 7 gennaio del 2019 tra il faccendiere Salvatore Manganaro e il direttore generale dell'Asp di Trapani, Fabio Damiani (altri indagati pesanti della vicenda) si spiegava che il favore a Euro & Promos era quello di «farle mettere piede in Sicilia, visto che, appartenendo al politico Sergio Bini, assessore in Friuli - si legge nell'ordinanza -, là non poteva vincere gare». Insomma una azione  non richiesta tanto che l'azienda friulana sulla vicenda cade letteralmente dal pero spinta dal suo legale di fiducia,  sostenendo non solo l'estraneità alla trattativa ma anche agitando lo spettro che il Tranquillo sia solo un millantatore. Insomma Euro & Promos è parte lesa.  Resta solo la solita contraddizione che è ben presente nella mente degli inquirenti e molto meno in quella dei difensori e che già i latini evidenziavano: “cui prodest scelus, is fecit” (il delitto l'ha commesso colui al quale esso giova). Questo asserivano i giuristi già oltre 2000 anni fa quando non era chiaro un coinvolgimento e si cercava la verità. Ma la ricerca della verità non è più di moda. Quindi possiamo rassicurare anche noi l'opinione pubblica friulana: “andrà tutto bene”. Resta così incrollabile il convincimento che in Friuli si è tutti "sani, onesti e lavoratori", affermazioni che in tempi di Covid-19 è certamente più auspicio che verità.

Fabio Folisi