Torna l’incubo terrorismo Berlino tragico bis di Nizza

 

Sangue sotto l'albero. Ritorna l'incubo terrorismo, con un denominatore comune. Lo stragismo islamico vuol colpire i simboli. Infatti nel giro di tre giorni ha fatto strage a Karak, cittadella crociata medioevale in Giordania, ha ucciso l'ambasciatore russo ad Ankara, Andrej Karlov, e ha proposto a Berlino il tragico replay del lungomare di Nizza (14 luglio, 85 morti).
Nella capitale tedesca si è ripetuto persino il copione dell'attentato sulla Promenade in Costa Azzurra: un camion pieno di esplosivo (stavolta forse proveniente dall'Italia) ha fatto breccia tra la folla e ha seminato la morte tra la gente che faceva shopping in uno dei tanti mercatini di Natale allestiti in questi giorni nella capitale tedesca.
Anche a Nizza la data della strage aveva un riferimento simbolico: migliaia di persone erano assiepate sulla spiaggia per vedere i fuochi artificiali organizzati per festeggiare il 14 luglio, storico anniversario della presa della Bastiglia.
Quesat strage di Natale evoca un altro evento che anni fa coinvolse la stessa Germania durante l festività natalizie: davanti al famoso duomo di Colonia un gruppo di donne fu pesantemente molestata da un 'manipolo' di islamici.
Anche la data dell'attentato in Giordaania (finora unica oasi di relativa pace in Medio Oriente) non è stata scelta a caso: nel castello di Karak c'erano infatti molti turisti stranieri, attirati dal glorioso passato della rocca, meta dei crociati.
A proposito di relativa oasi di pace, si può dire che pure la Germania, prima dell'attuale assalto al mercatino berlinese e dell'evento di Colonia, era stata ben lontana dalle tragedie stragiste che hanno dilaniato la Francia e il Belgio. Si diceva che questo era dovuto alla politica di apertura della Cancelliera Asngela Merkel che avva ospitato migliaia di profughi siriani in fuga dalla guerra civile. Anche questo alibi adesso è caduto.
Meno simbolico, ma di natura prettamente politica, l'assassinio nella capitale turca dell'ambasciatore russo, un chiaro messaggio a Putin e al Cremlino che, oltre a sostenere Assad, alleato dittatore di Damasco, si è sempre battuto contro la minoranza curda e l'Isis. Questa, come le stragi in Giordania e a Berlino, è stata la sua sanguinosa vendetta.
AUGUSTO DELL’ANGELO
Augusto.dell@alice.it