Torrente Torre: al via i lavori di riqualificazione fluviale

Dopo uno stop durato diversi anni, partono i lavori di “sghiaiamento” lungo l’asta del torrente Torre nei Comuni di Buttrio, Pavia di Udine e Manzano. I lavori in appalto sono inquadrati come interventi di riqualificazione fluviale e messa in sicurezza idraulica; quello attualmente in corso rappresenta il primo di due lotti funzionali che verranno realizzati su autorizzazione regionale (L.R. n.19/2011) che in sostanza è una norma che ha introdotto il principio innovativo secondo cui le aziende private possono effettuare l’asportazione di materiale litoide dagli alvei dei fiumi, con l’obbligo di inquadrare tali lavori nel contesto di una progettualità più ampia che miri anche a realizzare la riqualificazione del contesto fluviale e a garantire migliori condizioni di sicurezza idraulica ai territori interessati dagli interventi. La legge prevede che i proponenti, a fronte della possibilità di asportare materiale litoide di pregio, debbano corrispondere anche un canone che verrà poi suddiviso al 50% tra la Regione e i Comuni interessati dai lavori in funzione di criteri che sono principalmente legati all’impatto sulla viabilità comunale.

“Da quasi dieci anni - spiega l’assessore all’ambiente del comune di Buttrio Paolo Clemente - le amministrazioni comunali di Buttrio, Pavia di Udine e Manzano denunciano lo stato di evidente dissesto idraulicolungo il tratto che va dal ponte della strada regionale 56 fino al ponte della ex SP n.78 a Percoto. L’ultimo sopralluogo congiunto risale all’inizio del 2018, alla presenza dell’assessore regionale Scoccimarro, del consigliere Di Bert e dei rappresentanti delle amministrazioni comunali di Pavia di Udine, Buttrio, Pradamano e Manzano. In questo tratto - prosegue l’assessore - da anni si sta verificando un progressivo spostamento dell’alveo attivo verso la sponda sinistra, con continue erosioni di terreno agricolo nelle campagne di Camino di Buttrio e di Manzinello;in sponda destra, verso gli abitati di Pavia di Udine e Lovaria,si è assistito alla creazione di una “duna” di materialedove, nel corso degli anni, siè sviluppato un vero e proprio bosco che, in occasione di una piena eccezionale, potrebbe costituire un ostacolo ai deflussi e, quindi, una seria fonte di rischio per gli abitati limitrofi. I lavori in oggetto si prefiggono di riequilibrare questa situazione tramite l’asportazione e lo spostamento di materiale litoide da un punto all’altro dell’alveo, per ripristinare le condizioni preesistenti”.

Le problematiche che regolano il trasporto solido fluviale sono complesse e, come si è già constatato in passato, gli impatti di interventi mal eseguiti si riflettono su tratti estesi, anche a diversi anni di distanza. “Per questo è importante che i lavori, così come previsto dalle norme vigenti, vengano effettuati sotto lo stretto controllo e supervisione degli uffici regionali competenti in materia - precisa Clemente -. Questa non potrà essere l’unica strada per garantire adeguate condizioni di sicurezza su tutti i nostri fiumi”. Tuttavia costituisce sicuramente una positiva alternativa in un periodo in cui le risorse pubbliche limitate vanno utilizzate in base ad una scala di priorità stabilita su scala regionale. Le nostre amministrazioni locali pertanto, fin dal 2013, anno di redazione del progetto, hanno accolto con favore la proposta auspicando la realizzazione dei lavori”. Tale volontà è stata recentemente confermata dai sindaci dei tre Comuni di Buttrio, Pavia di Udine e Manzano in un incontro a Buttrio, lo scorso dicembre, quando il geom. Maurizio Paselli del servizio difesa del suolo della Regione FVG ha presentato nuovamente il progetto agli attuali amministratori locali, dai quali è giunto pieno sostegno.