Tragedia alla ex Cavarzerani di Udine, finita definitivamente la “pacchia” per un afghano di 33 anni richiedente asilo che si è tolto la vita

Si è tolto la vita ieri sera un 33enne afghano che si trovava nel centro d'accoglienza friulano da un mese, l'uomo, che in precedenza aveva raggiunto l'Austria, era stato  rispedito in Italia paese dal quale era entrato come vuole la passi degli accordi di Dublino. Secondo le prime indagini, dai documenti in suo possesso e che pare non avesse mostrato agli operatori, risulta che in Austria avesse già manifestato segni di disagio mentale che avevano richiesto cure psichiatriche. Una situazione che però  non era emersa all'atto dello screening medico effettuato in Italia e che dimostra, se non profili di responsabilità, almeno delle falle procedurali. Non sembra infatti ammissibile che a un soggetto a rischio di incolumità per problematiche di natura psichiatrica sia lasciato l'onere di comunicare il proprio stato di salute mentale e non vi sia un meccanismo di trasmissione delle informazioni sanitarie da un paese all'altro. Ma probabilmente anche questo fa parte della pacchia nella quale vivono le migliaia di persone incastrate fra il purgatorio e l'inferno degli egoismi sovranisti che stanno drammaticamente prevalendo in Europa per colpa, diciamolo,  dell'indifferente ed egoistica colpevolezza di popoli che si stanno facendo plebe.

FF

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