Trappolone Cavarzerani riuscito, macchina della propaganda leghista a pieno regime e a palazzo D’Aronco c’è chi festeggia

Quando questa mattina un gruppo di “ospiti” della ex caserma Cavarzerani hanno inscenato una protesta perchè esasperati da una condizione di reclusione per loro inspiegabile, c'è chi a palazzo D'Aronco ha festeggiato. Del resto la strategia era precisa, creare ad arte una situazione intollerabile per poi raccogliere i frutti propagandistici di un inevitabile malessere che non poteva non sfociare in rivolta, fra l'altro subito amplificata in maniera perlopiù acritica dai media. Strategia che è riuscita perfettamente soprattutto quando si è pensato di spedire dei migranti positivi al Covid in quella realtà dove il distanziamento è solo una improbabile teoria. Tutto questo è avvenuto anche grazie, bisogna dirlo, alla assoluta indifferenza di una società civile salottiera che ormai si limita a cantare Bella Ciao scandalizzandosi quando poi dalla destra becera si grida all'invasione e si agitano manette e forche. Inutile gridare allo scandalo quando le leggi che consentono che strutture come la Cavarzerani o il Cpr di Gradisca non solo non sono tolte di mezzo, ma neppure modificate come promesso da mesi da parte della maggioranza del governo Conte “2”. Rinunciare all'accoglienza diffusa, il taglio dei fondi per integrazione, formazione e cultura, voluti da Matteo Salvini nella sua permanenza al Viminale era una polpetta avvelenata che continua a mietere vittime. Quelle norme vessatorie e intrise di malevolo istinto, non sono state modificate dal governo Conte "2" in ossequio alle necessità di “governabilità" lasciando così al Fontanini di turno la possibilità di  orchestrare l'abile trappolone. Concentrare tutte insieme persone disperate è stata una scelta strategica precisa sotto gli occhi di tutti, e quindi è inutile ora gridare allo scandalo. La situazione produrrà inevitabilmente il consenso degli udinesi e dei friulani che vedranno i migranti come potenziale pericolo, accettando così la definizione tanto cara ai leghisti di “clandestini” anche nei confronti di soggetti che avrebbero pieno diritto alla protezione umanitaria e che invece non vengono protetti neppure dal covid e da loro stessi.
Diventa così realtà il sogno di inasprire la reclusione di quei poveri cristi e l'istituzione di una "zona rossa" alla Cavarzerani per le prossime due settimane diverrà, almeno nella testa di molti, permanente e manterrà altissimo il livello della tensione. Per ora quindi nessuno dei quasi 500 migranti della caserma Cavarzerani potrà uscire dalla struttura per i prossimi 14 giorni. Lo ha deciso il sindaco di Udine Pietro Fontantini che ha annunciato la firma di un'ordinanza che proibisce le uscite dalla caserma per due settimane con atto entrato in vigore immediatamente e che riguarda anche i 300 stranieri in accoglienza non sottoposti a quarantena. La sorveglianza sarà affidata per ora a quattro pattuglie delle forze di polizia, ma per sgravare il loro lavoro il prefetto Angelo Ciuni chiederà l'aiuto dell'esercito e si realizza così un altro sogno di certi ambienti della destra, vedere armi e  militari in strada. Ovviamente alla festa si è subito unito Massimiliano Fedriga, presidente della regione FVG che ama farsi chiamare “governatore”, carica inesistente ma abusata dall'agenzia di stampa ufficiale “ Arc regione cronache”. In questo caso Fedriga ha scelto una diretta Facebook:. “Queste persone – ha ricordato – hanno appiccato incendi e lanciato sassi sui mezzi della Protezione civile. Approfitto, ancora una volta per dire grazie ai volontari che hanno lavorato e continuano a lavorare per qualsiasi emergenza e ora sono impegnati anche fuori dalla caserma, dove d’intesa con il sindaco Fontanini è stata istituita la zona rossa perché la quarantena non la rispettano”. ….. “quanto accaduto questa mattina è una vergogna assoluta. Le regioni non possono dire cosa fare in termini di sicurezza pubblica, perché queste decisioni spettano al Governo. Ma su un aspetto non intendo soprassedere: i protagonisti delle proteste devono perdere qualsiasi possibilità di fare domanda di accoglienza. Se ne devono andare, senza discutere, fuori dal Paese. Per gli altri vanno confermate la zona rossa e la quarantena: entrano clandestinamente e poi non possono fare quello che vogliono”. “Queste persone si mandano via e punto. Qualsiasi processo per il riconoscimento di status di accoglienza sarebbe una vergogna che né io né i cittadini del Fvg potremmo accettare. Viste le cose gravi che stanno accadendo, intanto iniziamo a blindare i confini. Qua non ci sono persone da salvare in mezzo al mare! Chiudiamo le frontiere e rispediamoli da dove sono venuti. Se cambia la strategia dei passeur (che ora accompagnano i migranti fino nella zona di Udine e dell’hinterland, ndr), dobbiamo cambiarla anche noi. E’ una sintesi semplice, ma è l’unica soluzione responsabile per garantire la legalità e la salute dei cittadini. Il Fvg non molla e alzeremo sempre la voce di fronte a episodi di questo tipo”.
Sulla vicenda è intervenuto anche il PD per bocca del consigliere regionale Franco Iacop:
“Le regole indispensabili alla salvaguardia della salute vanno rispettate da tutti, inclusi i richiedenti asilo attualmente nelle strutture di accoglienza della Regione. E' un dato di fatto basilare e imprescindibile, che non toglie un grammo di responsabilità a Fontanini e a Fedriga, fautori di una gestione votata al fallimento e che oggi esplode com'era inevitabile. Per cui chi ha contribuito al problema, eviti di scandalizzarsi”. Lo afferma il consigliere regionale Franco Iacop (Pd), commentando la protesta inscenata dai richiedenti asilo ospitati nell'ex caserma Cavarzerani di Udine contro l'obbligo di restare in quarantena per due settimane. Per il consigliere dem “ogni volta che si ammassano centinaia di persone in un luogo si creano i presupposti per tensioni, e ovviamente ancor di più nelle attuali condizioni: in questo modo non si fa ordine pubblico né sicurezza sanitaria. Invece, per questo occorrono controlli alle frontiere e sistemi di tracciamento per i lavoratori dei Paesi a rischio, soprattutto quelli domiciliari”. “Ringraziamo il personale della Polizia di Stato e di tutte le forze dell'ordine – ha aggiunto Iacop - per il loro costante impegno e per l'intervento professionale che oggi ha fatto rientrare la protesta”.
Ovviamente anche il M5s ha detto la sua con una nota della parlamentare Sabrina De Carlo: "Gli ingressi illegali in Italia non possono più essere tollerati, ha detto De Carlo, così come non possiamo permetterci di pagare il prezzo altissimo di vanificare i risultati ottenuti con enormi sacrifici nel periodo dell’emergenza sanitaria causata dal covid19. È assolutamente necessario intensificare i rimpatri e non permettere più agli irregolari di accedere nel nostro Paese. In questo momento la priorità deve essere tutelare cittadini e forze dell'ordine al massimo delle nostre possibilità, perché il Friuli Venezia Giulia, ed il Paese intero, non possono permettersi un nuovo lockdown". "È una situazione gravissima quella che si é verificata oggi nella ex Caserma Cavarzerani ed é altrettanto grave attendere episodi simili per intervenire, superando anche la capienza massima di una struttura che già più volte avevo sottolineato non essere idonea ad ospitare migranti, tantomeno condizioni di quarantena. In un momento in cui l'emergenza sanitaria non é ancora alle spalle, strutture come quella rappresentano un pericolo incontrollabile per i cittadini ed il territorio così esposto al forte rischio di possibili contagi", spiega De Carlo.
"Da questa mattina sono in stretto contatto con il governo e la Prefettura per veicolare l'urgenza di un intervento che possa riportare l'ordine nella ex Caserma e per chiedere un aumento celere dei militari in loco. La richiesta, che avevo già inoltrato nei giorni scorsi, é motivata dal fatto che le forze dell'ordine sono stremate e già fin troppo contingentate, un ulteriore problema", aggiunge la deputata.
“In queste ore sto depositando inoltre una nuova interrogazione riguardo all'assenza di protocollo per la gestione dei migranti in quarantena, nella quale richiedo un protocollo d'azione che definisca con fermezza i ruoli nella gestione”, prosegue De Carlo.
“Ho ritenuto inoltre necessario aggiornare anche il Ministro di Maio sull’incremento che si registra sulla rotta balcanica quotidianamente”, dichiara De Carlo.
“Non c’è più tempo da perdere, é necessaria un'assunzione di responsabilità da parte dell'Europa, il peso di questa situazione non può gravare sull'Italia che, rispetto alla rotta balcanica, non é certamente il paese di primo ingresso", chiosa De Carlo.