Trivelle, Honsell parla “in codice”. Tanta prudenza per un semplice Si

Referendum. Il sindaco invita a votare, ma si “astiene” a suggerire le linee guida.
Agli elettori il primo cittadino lascia solo un illuminato suggerimento: «riflettete»

Referendum  che passione!
Il sindaco di Udine, Furio Honsell lancia il suo proclama: «Rifiuto e trovo scandalose le strumentalizzazioni politiche su temi così cruciali. Importante esprimersi e non restare indifferenti».
Molto bene. I toni così perentori, con le parole strategiche del tipo “rifiuto”, “scandalose”, “strumentalizzazioni”, dovrebbero dare l'immagine di un uomo politico passionario, determinato, con il coraggio delle proprie idee e delle proprie visioni. Ma continuando a leggere il comunicato del primo cittadino in merito alle controversie che il referendum sulle trivelle sta creando all'interno del Partito Democratico, quello che inizialmente ci sembrava il canto di un gallo da combattimento, è finito per trasformarsi in un coccodè come tanti, nel pollaio.
Ecco, infatti, il resto dell'annuncio del sindaco ai cittadini:
«Il tema della riduzione di emissioni da fonti fossili di energia – argomenta Honsell - è per tutti cruciale, perché riguarda il futuro del pianeta. Ed è per questo motivo che credo sia importante esprimersi in merito e non restare indifferenti». E fin qui, nulla da eccepire. Il sindaco, poi, sottolinea che «Il Comune di Udine dal 2009 ha firmato il patto dei sindaci, che prevede l'obiettivo della riduzione del 20% delle emissioni di CO2 da fonti fossili. Da allora la nostra politica energetica e di sviluppo della città è andata nella direzione di ridurre le dipendenze da fonti fossili o di efficientare quelle che era inevitabile usare. Quindi – continua Honsell – abbiamo favorito fonti di energie alternative, promosso regolamenti edilizi che aumentassero efficienza e promosso il teleriscaldamento a Udine Nord per un utilizzo migliore del calore prodotto. Per tutti questi motivi – conclude dopo l’elenco delle virtù – invito i cittadini a rifletterci quando domenica avranno l'opportunità di esprimersi con il referendum».
Ci invita a riflettere?
Caro sindaco Honsell, la sua presa di posizione, “oso ma non oso”, “dico ma non dico”, a dirla tutta lascia l'amaro in bocca.
E' davvero così difficile suggerire agli elettori di votare “Si”?
Non vorremmo sbagliare, ma riteniamo che la responsabilità di un uomo politico sia quella di dare ai suoi sostenitori una linea chiara da seguire. Altrimenti cosa ci farebbe seduto sullo sgabellone del governo? Per quanto piccolo e di provincia?
Etica e politica, per chi occupa i palazzi, dovrebbero andare a braccetto. Ma, hainoi, in quest'epoca di bassissimo cabotaggio politico, è sempre più difficile trovare un “adepto” ai poteri forti capace del più basilare coraggio di un'idea?
E' mai possibile che se Renzi e Napolitano, raggiungendo l'acme di una volgare arroganza hanno espresso il suggerimento di craxiana memoria: “italiani, domenica andatevene al mare”, nessuno abbia l'onestà di dire apertamente che hanno fatto una gran porcata?
E' così difficile opporsi a questa sinistra rovinata sempre più in basso, e diventata parte integrante di un intreccio politico-finanziario e, purtroppo, spesso anche corruttivo?
Attenzione! Perché oltre al referendum di domenica, ci aspetta il referendum costituzionale di autunno. In quel caso, se dopo lo spoglio dei voti dovesse uscire confermata la riforma voluta da Renzi, della Costituzione del 1948 nata dalla Resistenza, verrebbero sostanzialmente abbattuti gli architravi della reale partecipazione democratica, della rappresentanza politica e dell'equilibrio tra i poteri.
Siamo curiosi, a questo punto, di leggere il proclama che, per l'occasione, uscirà da Palazzo D'Aronco. Auspichiamo che sia pregno di valori chiari, scritti senza il disonore della retorica e delle parole umiliate e offese.