Truffa sui fondi immobiliari “Irs” emessi nel 2003 da Poste italiane, forse trovata soluzione di rimborso del capitale

Speriamo sia vero perchè quella delle truffe ai risparmiatori che avevano affidato i loro gruzzoletto alle poste è perfino più insopportabile delle truffe operate dalle banche. Ora pare sia arrivata una buona nota notizia anche se relativa solo ai fondi immobiliari “Irs” (Invest Real Security) emessi nel 2003 da Poste italiane, potranno attenere il rimborso dell'intero maltolto. "È un'ottima notizia. Sia per i diretti interessati, (circa 25.000 truffati), ma più in generale per tutti i consumatori. A parlare è Laura Garavini, deputata che spiega che si è individuata una soluzione a tutela dei piccoli risparmiatori. L'attuale Consiglio di Amministrazione di Poste Italiane ha deliberato le modalità attraverso le quali verrà rimborsato al 100% il capitale investito a quei clienti di Poste italiane che nel 2003, in buona fede, alla luce di suggerimenti truffaldini, furono indotti ad acquistare titoli, spacciati per sicuri e rivelatisi poi perdenti”. Insomma secondo la Garavini, deputata eletta in Europa e membro della Presidenza del Pd alla Camera, si è in attesa solo di sapere dai vertici di Poste Italiane, le modalitá di rimborso, per i clienti truffati, anche quelli residenti all'estero.
“Persino in Gran Bretagna erano arrivati a fare danni, con la loro truffa sui Fondi Immobiliari IRS”, ricorda Garavini. “Riuscendo ad ingannare connazionali in buona fede che, conoscendo la sicurezza dei titoli britannici dallo stesso nome inglese e circuiti dalle rassicuranti parole della impiegata della filiale delle Poste di fiducia, nel 2003 avevano investito tutti i loro risparmi in questi fondi decennali. Salvo doversi poi rendere conto, poco dopo, di essere stati raggirati".
“Anzichè ottenere il rimborso del capitale investito e i lauti interessi promessi, alla scadenza del contratto, i nostri connazionali si erano sentiti rispondere che il titolo doveva venire rinnovato in automatico, senza dare diritto ad alcuna elargizione, nè parziale nè totale della somma investita”, spiega la deputata. “Mentre il valore del fondo, rivelatosi nel frattempo essere un titolo azionario, si era deprezzato in modo impressionante: una quota, comprata a 2.500 euro nel 2003 era scesa a soli 390 euro al 31 dicembre 2016. Esattamente il contrario di quanto aveva promesso la dipendente delle Poste che nel 2003 aveva consigliato numerosi clienti, tra cui anche nostri anziani connazionali, di comprare i titoli. Anche se il rimborso avverrà solo tra cinque anni e limitatamente alla quota capitale investita – conclude – è comunque una gran bella notizia per chi da anni temeva di avere visto andare in fumo tutti i risparmi di una vita".