Trump decide e l’Italia obbedisce. Le truppe italiane lasceranno l’Afganistan entro l’anno. La decisione solitaria del ministro Trenta in barba al Parlamento

Fonti della Difesa italiana raccontano che "Il ministro della difesa Trenta ha dato disposizioni al Coi (il Comando operativo di vertice interforze - ndr) di valutare l'avvio di una pianificazione per il ritiro del contingente italiano in Afghanistan". E aggiungono che "l'orizzonte temporale potrebbe essere quello di 12 mesi".
Il motivo, la decisione Usa di lasciare il campo Afgano dopo un possibile accordo di pace con i talebani. Insomma ancora una volta le scelte di politica essere vanno a ruota con gli interessi a stelle e strisce che non bisogna dimenticarlo oggi hanno un nome: Donald Trump. Pare che dopo poco meno di una settimana di colloqui a Doha, in Qatar, gli Stati Uniti e i talebani avrebbero raggiunto un'intesa di principio per un accordo quadro sulla pace in Afghanistan. La notizia, trapelata già sabato scorso, è stata confermata dall'inviato degli Stati Uniti per l'Afghanistan, Zalmay Khalilzad, in un'intervista al New York Times. In base all'intesa, ha spiegato Khalilzad, i talebani si impegnano a impedire che l'Afghanistan "diventi una piattaforma per gruppi terroristici internazionali" come l'Isis o al Qaeda. In cambio, gli americani si impegnano a ritirare le truppe dal Paese: il tutto sempre dopo che si saranno stati ulteriori negoziati diretti tra i talebani e il governo di Kabul. Una soluzione che probabilmente lascerà il paese preda delle vendette integraliste.
Nell'ambito di questa trattativa, anche i Paesi occidentali - compresa l'Italia - che sono attualmente impegnati con contingenti militari in Afghanistan avvieranno i piani di disimpegno. Il problema che la notizia che la Trenta si stia muovendo al di fuori di ogni schema di controllo parlamentare e forse perfino di governo rischia di diventare un ennesimo caso politico. "Facciamo quel che serve per riportare pace e stabilità. Al momento nessuna decisione è stata presa ma solo una valutazione da parte del ministro per competenza", fanno sapere fonti della Lega commentando la mossa della Trenta, ma contemporaneamente il responsabile della Farnesina, Enzo Moavero Milanesi, non nasconde di non sapere nulla della questione. "Lo apprendo adesso che lo avrebbe detto oggi. Non ne ha parlato con me", risponde il ministro in visita a Gerusalemme.
Ovviamente questa maniera molto “intima” di gestire un quadro così delicato di plitica internazionale non è piaciuto all'opposizione e dal PD si sono levate voci allarmate.
“Un cambio repentino di politica estera come il ritiro dalle nostre truppe dall'Afghanistan un Governo serio non lo fa filtrare da 'fonti': il Ministro viene in Aula, riferisce, si discute e poi si vota. Visto come sta andando in Libia, vorremmo capire se la nostra politica di difesa si sta riducendo a litigare con i Paesi dell'Unione europea, o se le Forze Armate sono diventate un mero capitolo di spesa cui attingere per finanziare le mosse propagandistiche dei soci di Governo”. Lo afferma polemicamente la senatrice Tatjana Rojc, componente della commissione Difesa a Palazzo Madama, commentando le notizie in base alle quali il ministro della Difesa Trenta avrebbe dato disposizione al Comando operativo di vertice interforze di avviare la pianificazione per il ritiro del contingente italiano in Afghanistan.
“Nessuno si illuda che saremo più sicuri con un Afghanistan più instabile o con un Iraq non presidiato: può essere la strategia di Trump ma – conclude Rojc - non è detto che sia la migliore opzione per l'Italia, anzi”.