Uccisione con crudeltà di un cigno protetto sul fiume Stella: deposita denuncia alla procura di Udine

Una denuncia per l’uccisione con efferatezza di un esemplare di cigno reale avvenuta nel fiume Stella in prossimità del ristorante locale “Al Fiume Stella”. A depositarla questa mattina in Procura a Udine il Partito Animalista Italiano (PAI), rappresentato dall’avvocato Cristiano Ceriello, Presidente Nazionale e legale rappresentante, e dalla giornalista e portavoce Irene Giurovich. Unitamente è stata allegata una prova ritenuta essenziale: il PAI ha ricevuto anonimamente, nella propria cassetta postale, un supporto elettronico contenente alcune registrazioni audio formalmente allegate alla denuncia-querela. “Con questi elementi prodotti – dichiarano – nessuna archiviazione sarà possibile, anzi si dovranno accelerare le indagini visto che viene ricostruito l’episodio efferato”. Dalle registrazioni si evince l’aggressione fisica brutale al cigno da parte di uno o più soggetti, descritti come cacciatori; si sente la parola “battaglia” usata per descrivere la violenza inflitta per uccidere il povero animale che ha resistito a lungo prima di soccombere, inerme, alla furia e si ricostruisce – sempre ascoltando le conversazioni sul cui contenuto esatto vige il riserbo – la consegna del cigno morto al cuoco del ristorante “Al Fiume Stella”, con espressa richiesta che venisse cucinato nella tavolata di soggetti riconducibili all’ambiente venatorio. L’avvocato chiede alla Procura di Udine che “agisca con la massima urgenza”. Il PAI richiede alla Procura — una volta identificati i responsabili — l’immediata e definitiva revoca della licenza di caccia, del tesserino venatorio e del porto d’armi, come misura urgente di sicurezza pubblica (Daspo venatorio). Il PAI si preannuncia come parte civile nel futuro procedimento penale, a tutela degli interessi diffusi degli animali e per il risarcimento del danno non patrimoniale e di immagine. I soggetti (presunti) responsabili risulterebbero provenire dal Comune di San Daniele del Friuli.  Il PAI chiede, fra l’altro, l’audizione urgente del cuoco, dei titolari e di tutto il personale presente il giorno dell’uccisione (camerieri, aiutanti, personale in servizio) del ristorante e di visionare i filmati di sorveglianza della zona.

Secondo il legale del Pai l’ipotesi di reato contestate: uccisione di animali (art. 544 bis), maltrattamento di animali (art. 544 ter.), violazione della normativa a tutela della fauna selvatica (l. 157/92), concorso da parte di chi era presente (articolo 110 e 648 c.p.), omesso impedimento del reato (art. 40 c. 2, c.p.).