Udine: Autonomia e scelte di questa e della precedente amministrazione

 

Le forze politiche parlano continuamente di autonomia e di economia del territorio come baluardo della specialità del Friuli-Venezia Giulia ma stiamo assistendo a uno strano “mercato” nella concessione degli appalti pubblici, con bandi che vengono aggiudicati fuori regione, a imprese all’altro capo d’Italia. Mi riferisco, per esempio, a via MercatoVecchio – bando che risale, come gli altri, alla gestione Honsell – a quanto pare vinto anche grazie a una pietra “piasentina” slovena o alla gestione del porta a porta, appena conferita a una ditta siciliana.
Per non dire poi dell’ottima pensata del servizio crematorio in “project financing”, un vero business per l’investitore che si aggiudicherà la concessione per trent’anni; un servizio per i cittadini infine, che invece sarebbe stato opportuno rimanesse in capo al Comune, magari anche fonte di nuovi posti di lavoro certi e locali.
Un “business”, perché all’epoca definito tale anche da chi era all’opposizione ma che ora, in maggioranza, cavalca il project financing.
Un cambio di passo sulla gestione territoriale dei servizi, da parte della precedente amministrazione, che ha avuto inizio con la cessione di Amga alla multinazionale Hera cinque anni fa e che ora sembra favorito anche dall’attuale.
Esternalizzare, se da un lato può essere un modo per ridurre i costi di gestione, dall’altro non garantisce la qualità del servizio e neppure tutela il costo sociale perché, a parer mio, gli “imprenditori” guardano al profitto misurandosi con il mercato.
I disservizi invece, saranno totalmente, come sempre, a carico dei cittadini anche perché, nel caso di una qualsiasi rivalsa legale, passerebbero anni per neppure forse aver ragione.
Insomma, mi sembra che il Comune e le sue partecipate stiano continuamente cedendo pezzi di autonomia e sovranità per guadagnare senza assumersi il rischio.

Claudia Gallanda

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