Da Udine a Bruxelles: la tutela delle minoranze è una questione europea

Il 1 giugno al Parlamento europeo si è parlato di discriminazioni linguistiche e di diiritto alla diversità. Dieci giorni prima a Udine , la terza tavola rotonda Friûl@Europe su unità europea, diritti e informazione

La tutela delle minoranze è una questione europea, da più punti di vista: come promozione della diversità culturale, garanzia di diritti fondamentali, lotta alle discriminazioni e opportunità educativa, civica e socioeconomica. Nelle ultime due settimane il tutto è stato ribadito in più occasioni, in particolare a Bruxelles, a Bilbao e a Udine.
Il 1 giugno scorso, nella capitale belga, presso la sede del Parlamento europeo, si è tenuta una audizione/conferenza, promossa dai gruppi dei Verdi/Alleanza libera europea e della Sinistra unitaria europea/Sinistra nordica verde, d'intesa con la Rete europea per euguaglianza linguistica (Elen), dall'esplicito titolo “Respecting linguistic diversity? Language discrimination in the Eu”, in cui i rappresentanti di una serie di associazioni presenti in diverse comunità territoriali d'Europa, dalla Catalogna al Galles, dal Paese Basco all'Irlanda del Nord e dalla Galizia alla Romania occidentale hanno denunciato una serie di violazioni dei diritti umani ai danni di persone appartenenti alle minoranze. Oltre che delle crescenti discriminazioni in atto si è parlato anche del rilancio di un'iniziativa positiva, a livello europea e internazionale, a favore del diritto alla diversità, con eurodeputati ed esponenti del Consigli d'Europa, dell'Osce e dell'Onu.

Cressati

Cressati

La necessità di una strategia europea per la garanzia e lo sviluppo del pluralismo linguistico è questione assai sentita anche da parte del Npld (Rete europea per la promozione della diversità linguistica), alla quale da quasi due anni aderisce anche la Regione Friuli-VG. Dal 25 al 27 maggio scorsi ha avuto luogo a Bilbao l'Assemblea generale del Npld, che aggrega istituzioni regionali e entità associative espressione di diverse comunità in condizioni di minoranza, durante la quale è stato presentato un documento, già sottoposto nei mesi scorsi all'attenzione della Commissione europea, che si propone di inserire in maniera organica all'interno delle linee programmatiche dell'Agenda europea 2020 la questione della promozione della diversità linguistica come valore, diritto e opportunità. Da Bilbao è giunto un messaggio forte e chiaro: «Senza garanzie per la diversità linguistica non può esistere nessuna vera unità europea».
Tra storia e attualità ha raggiunto la medesima conclusione la terza tavola rotonda Friûl@Europe, dal titolo Unità europea, diritti linguistici e informazione, organizzata a Udine lo scorso 23 maggio nell'ambito del Modulo Jean Monnet MuMuCEI (Multilingualism, Multicultural Citizenship and European Integration) del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell'ateneo friulano.
L'incontro, che si è tenuto in occasione del trentesimo anniversario della scomparsa di Altiero Spinelli, coautore del celebre Manifesto di Ventotene
Per un'Europa libera e unita e riconosciuto padre del federalismo europeo, ha costituito nel contempo un omaggio alla figura e all'attività politica di Spinelli, una riflessione sull'Europa che c'è e soprattutto su quella che manca e un confronto sul rapporto tra tutela delle minoranze e integrazione continentale e quindi tra dimensione regionale e contesto europeo.
Il coordinatore coordinatore scientifico di MuMuCEI,
Claudio Cressati, e – con una videointervista – l'eurodeputato liberale e fondatore dello “Spinelli Group”, Guy Verhofstadt, si sono concentrate sulla storia e sul pensiero di Altiero Spinelli. Le connessioni tra unità europea e tutela delle minoranze sono state invece illustrate da Marco Stolfo, docente del modulo MuMuCEI, che ha ricordato il sostegno di Spinelli, nel primo Parlamento europeo eletto dai cittadini, tra il 1979 e il 1984, alle due risoluzioni sulla tutela delle minoranze approvate in quegli anni a Strasburgo, a partire dalle proposte presentate dal socialista italiano Gaetano Arfè.
L'omaggio a Spinelli, coerentemente con i principi dell'Europa «unita nella diversità», ha contemplato anche la lettura pubblica di alcuni brani dell'autobiografia
Come ho tentato di diventare saggio, in italiano, e del Manifesto di Ventotene, tradotto in friulano, in sloveno e in tedesco, ed un confronto su «Media e minoranze: diritti linguistici e diritto all'informazione», con Mauro Missana, direttore di Radio Onde Furlane, Jole Namor, componente del Comitato istituzionale paritetico per la tutela della minoranza linguistica slovena, e Alfredo Sandrini, membro della Commissione regionale per le minoranze di lingua tedesca, che hanno sottolineato la diffusa vocazione europea delle tre minoranze linguistiche della regione ed il persistere di alcuni pregiudizi, in particolare nei media italiani, nei confronti di pluralismo linguistico, diritti e tutela.
In questo senso la realtà regionale presenta luci ed ombre: ci sono le leggi di tutela, ma non vengono adeguatamente applicate, e tutti si dicono a favore del plurilinguismo, anche se in molti casi chi avrebbe le competenze per agire – dalla scuola al servizio pubblico radiotelevisivo, come ha ricordato nel suo messaggio di saluto il presidente dell'Assemblea della comunità linguistica friulana, Diego Navarria – non fa nulla o addirittura opera in direzione ostinata e contraria.
Pertanto è stato ribadito che se la nostra regione vuole essere «una regione europea»
deve operare realmente e con maggiori determinazione e costanza proprio nel campo della tutela delle minoranze.

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