Udinese, con il Chievo un “test della personalità”

Quella di domenica sarà una piccola prova del nove. L'Udinese, reduce da due corroboranti vittorie, riceverà alle 12.30 il Chievo allo stadio Friuli nel lunch match della quarta giornata di serie A. E per la truppa di mister Beppe Iachini sarà l'occasione giusta non soltanto per assicurare la necessaria continuità di risultati, ma anche per mostrare i progressi sotto tutti i profili.

Già, perchè oltre al lato tecnico si attendono segnali anche sul piano della personalità, un aspetto che purtroppo ha spesso fatto difetto ai bianconeri nelle ultime stagioni. È il momento, insomma, di dimostrare la capacità di “fare la partita”, cosa che nei primi 270' del campionato non si è vista. Analizziamo le gare fin qui disputate dai friulani. Nel brutto esordio all'Olimpico contro la Roma era difficile, per l'Udinese, essere propositiva: un modulo abbottonato come il 3-5-1-1 consente sì di chiudere al meglio gli spazi, ma poi ripartire può essere una faticaccia. Così è successo.

Ci si attendeva molto di più, invece, nel secondo turno, quando i friulani hanno ricevuto l'Empoli. E invece, per larghi tratti i bianconeri sono apparsi soggiogati dagli avversari, con “san Karnezis” che si è dovuto ergere a baluardo per sventare i (non pochi) pericoli prodotti da Saponara e compagni. Nemmeno il gol di Felipe a inizio gara ha sciolto le briglie all'Udinese, che a onor del vero era reduce dal cambio di modulo e quindi doveva ancora assimilare i nuovi meccanismi. Era difficile, invece, pronosticare un approccio baldanzoso di Danilo e compagni nella recente trasferta di San Siro contro il Milan: il Diavolo non sarà più la corazzata di un tempo, ma pensare di comandare in casa rossonera pareva azzardato. Va detto che domenica scorsa l'atteggiamento è stato apprezzabile, perché i ragazzi di mister Iachini non hanno dimostrato alcuna soggezione, anzi.

Ecco, è proprio per questo che il match contro i clivensi potrà certificare l'effettiva maturità della squadra. I presupposti per vedere un approccio “giusto” non mancano: si gioca nella cornice del Friuli, capace di offrire una marcia in più; e poi, i risultati recenti, soprattutto quello di Milano, non possono che aver infuso maggiori consapevolezze a Badu e soci, oltre a un morale ben diverso da quello abbacchiatissimo dopo le sconfitte con Spezia e Roma.

E infine, non vanno dimenticati anche i singoli giocatori in questo contesto. Sven Kums, anche se è arrivato da poco tempo, oltre a un tasso tecnico di primo livello ha già mostrato anche la personalità da “leader silenzioso” che, nei frangenti più difficili, può suonare la carica. Lo stesso possono fare Danilo, Cyril Théréau (partita speciale per lui) e anche, perché no, il volto nuovo Rodrigo De Paul. Il match con il Chievo, dunque, sarà una buona occasione per rimuovere il cartello “Aaa personalità cercasi”. Sarà la volta buona?