Udinese, il “tris” è una chimera da due anni

Bocciata, ancora una volta, all'esame di maturità. L'Udinese ha gettato alle ortiche un risultato positivo contro un Chievo che alla fine dei conti non ha rubato nulla, anzi. La squadra di Rolando Maran è parsa molto più in palla, sfoggiando un impianto di gioco rodato ed efficace. Gli ingranaggi bianconeri, invece, si sono mostrati farraginosi e con gran bisogno di essere oliati.

I friulani, insomma, falliscono l'appuntamento con il terzo successo di fila, score che manca da due anni. L'ultima volta era successo tra il 21 e il 29 settembre 2014, quando l'Udinese guidata da Andrea Stramaccioni aveva vissuto la sua settimana magica. Allora, le “zebrette” avevano superato in serie il Napoli per 1-0 allo stadio Friuli grazie al sigillo di Danilo, per poi vincere a Roma contro la Lazio (decisivo Cyril Théréau) e chiudere in bellezza con il 4-2 interno al Parma griffato da Di Natale - doppietta -, ancora Théréau e Thomas Heurtaux. L'abitudine a inanellare vittorie, del resto, nelle ultime stagioni ha latitato, eccome: per ritrovare almeno tre successi di vila bisogna andare al periodo dal 7 aprile al 19 maggio 2013 quando la splendida cavalcata di Francesco Guidolin e i suoi ragazzi si era concretizzata in 8 trionfi di fila che erano valsi il quinto posto e la qualificazione in Europa League.

E se è vero che la continuità è sinonimo di squadra matura, ieri l'Udinese ha ancora una volta palesato tutti i suoi vizi di gioventù. Il primo gol in campionato di Duvan Zapata (perfetto l'assist di Emil Hallfredsson, ancora tra i migliori) sembrava aver aperto la strada a un'altra vittoria, e invece i bianconeri si sono fatti soggiogare da un avversario tosto che, alla fine, ha vinto meritatamente. Le disattenzioni, e i due gol in fotocopia al passivo, non sono segnali incoraggianti per una formazione che deve salvarsi. In più, anche il gioco non ha convinto: l'Udinese ha faticato da matti ad arrivare sulla trequarti, complice la pessima giornata di Théréau e una prestazione ben al di sotto del suo potenziale da parte di Rodrigo De Paul, fantasista di ottima prospettiva che deve però imparare a essere meno innnamorato del pallone. Finché c'era in campo Hallfredsson, l'equilibrio di squadra ha retto; uscito l'islandese, il Chievo ha approfittato degli spazi per punire tutti i balbettii friulani.

In ogni caso, non c'è tempo per le recriminazioni o per leccarsi le ferite. Mercoledì, alle 20.45, al “Friuli” arriva la Fiorentina di Paulo Sousa, galvanizzata dal successo interno ai danni della Roma. Un avversario scorbutico e tignoso, con un 3-4-2-1 funzionale e che fa del palleggio una delle sue armi migliori. L'Udinese è chiamata a dare risposte convincenti, mostrando passi in avanti da tutti i punti di vista, visto che finora non se ne sono visti molti. Sarà il match con la Viola lo spartiacque?

Intanto, l'Udinese da questa sera è in ritiro. È la decisione presa congiuntamente questa mattina da Beppe Iachini, dal suo staff e dai calciatori bianconeri, che hanno deciso di anticipare i tempi e trasferirsi all'Hotel Continental in vista della gara di mercoledì sera contro la Fiorentina. Squadra, dunque, in cerca della massima concentrazione in vista del difficile match con la Viola, prossimo impegno dopo il brutto kappaò interno di ieri al cospetto del Chievo.

Non sarà della partita di dopodomani Emil Hallfredsson. Il centrocampista islandese, uscito anzitempo durante l'incontro con i clivensi, ha un problema ai muscoli adduttori della coscia destra: domani, per lui, scatteranno gli accertamenti di rito. L'infortunio non dovrebbe essere di grave entità, ma sufficiente a far saltare al mancino 32enne l'appuntamento di mercoledì. Una brutta tegola per mister Beppe Iachini, che perde così uno dei suoi giocatori più in forma al momento.