Udin&Jazz – Domani ultimo appuntamento della 35a edizione nel segno del mito Amy Winehouse

Amy Winehouse Band
Si avvia alla conclusione con una grande festa finale il 35° festival internazionale Udin&Jazz, chiudendo un’edizione che rimarrà negli annali, che ha registrato un gran numero di presenze, una crescente partecipazione di appassionati da fuori regione e dall’estero, ospitando sul palco le stelle più brillanti del firmamento jazz mondiale. Con il sottotitolo #generations il calendario ha visto alternarsi la storia, il presente e il futuro del jazz con le applauditissime esibizioni di Herbie Hancock, Jacob Collier, Vincen García, Matteo Mancuso e Isaiah Collier, solo per citarne alcuni, unite alle migliori proposte provenienti dal territorio regionale e dal contesto nazionale.
L’ultimo appuntamento, prima di salutare il pubblico e ritrovarci nel 2026, vedrà domani, domenica 20 luglio al Castello di Udine, l’atteso Udine Jazz Party, che celebrerà i 35 anni della manifestazione. La serata si aprirà alle 20.30 con il soul & rithm and blues DJ set di Renato Pontoni, con food e drinks della Casa della Contadinanza, e dopo il concerto, ancora musica e voleranno i tappi per un brindisi finale.
Alle 21.30 a chiudere il festival sarà un evento speciale, che riporta sul palco l’anima sonora e l’eredità musicale di Amy Winehouse, riproposta dalla sua band originale: The Amy Winehouse Band con la voce sorprendente di Bronte Shandé. L’ensemble, formato dai musicisti che hanno condiviso il palco e la vita con l’artista britannica, porta in scena un omaggio sincero, potente e coinvolgente, ripercorrendo i momenti più iconici della carriera di Amy, attingendo ai suoi tre album fondamentali: “Frank”, “Back to Black” e “Lioness: Hidden Treasures”. La direzione musicale è affidata a Dale Davis, bassista storico e confidente dell’artista, che guida una formazione compatta e affiatata, in cui ogni arrangiamento è costruito per restituire fedelmente l’energia e l’intensa visceralità del repertorio originale. La voce solista di Bronte Shandé offre una rilettura rispettosa della grande Amy in grado di evocare il suo spirito pur mantenendo una propria identità interpretativa. L’esperienza è arricchita da proiezioni visive, filmati e materiali esclusivi che contestualizzano la parabola artistica della Winehouse, creando un continuum tra musica e narrazione visiva.




