Un concerto con Paolo Fresu e il coro VocinVolo celebra i cento anni del settimanale “La Vita Cattolica”

Un concerto di prestigio per celebrare i cento anni del settimanale diocesano, in una cornice d’eccezione: la centralissima Piazza Duomo, a Udine, con lo sfondo la Cattedrale trecentesca della Chiesa udinese. Sono aperte le prenotazioni per il concerto Gaudet Aquilegia in programma mercoledì 3 giugno alle 20.30. In caso di maltempo, il concerto si svolgerà all’interno del Duomo.

«Il concerto rappresenta perfettamente la visione del nostro settimanale, configurandosi come un abbraccio corale alla nostra comunità e un ringraziamento profondo a tutti i nostri sostenitori» spiega il direttore responsabile del settimanale diocesano, don Daniele Antonello. «L’intreccio tra parole antiche e melodie moderne, composte dal friulano Alessio Domini, sposa bene la visione de La Vita Cattolica e celebra con nobiltà questi cento anni di storia: essere fedeli al proprio passato, al territorio, all’identità cattolica e di popolo, ma con uno sguardo attento al presente e al futuro che viene», conclude il direttore.

Nell’ambito della serata saranno premiati i giovanissimi vincitori del concorso “1976. Racconti per ricordare” e diversi “abbonati storici”, che da decenni leggono e sostengono La Vita Cattolica. Ma sarà soprattutto una serata di festa e di ringraziamento per chi – abbonati, sponsor e istituzioni – crede e sostiene il settimanale diocesano. Oltre, ovviamente, alla musica.

Il concerto, ideato da Lucia Follador e Alessio Domini, vedrà la partecipazione straordinaria del trombettista Paolo Fresu ed è un dono per lettori e lettrici de La Vita Cattolica. Con la direzione di Alessio Domini, Gaudet Aquilegia sarà eseguito dal coro VocinVolo-Ritmea, assieme al Gorni Kramer quartet e a un’ensemble d’archi. La partecipazione, seppur gratuita, è soggetta a prenotazione sul sito della cooperativa SimulArte.

 

Testi antichi, melodie contemporanee

Il concerto è una cantata sacra su antichi testi del rito aquileiese rivisitati in chiave moderna, dai contorni jazz, per tromba e flicorno, coro giovanile ed ensemble. Lo stesso titolo del concerto è tratto dalla fine della prima strofa della sequenza dei Santi Ermacora e Fortunato, quel «Plebs fidelis Hemacorae» che ogni luglio, in occasione della solenne memoria dei Patroni delle Chiese di Udine e Gorizia, risuona in tutte le chiese del Friuli.

La genesi del progetto affonda le radici negli studi del prof. Gilberto Pressacco in merito al canto sacro aquileiese. L’intento dell’opera, che ben si accorda con la visione de La Vita Cattolica, è di creare un ponte tra antico e nuovo, tra ieri e domani, tra passato, presente e futuro. E sarà proposto in dono in quella che ha tutti i connotati per essere una splendida serata musicale.