Un concerto che non ti aspetti, applaudita performance degli Huun-Huur Tu a Udine

Martedì sera il Teatro Palamostre di Udine ha ospitato una serata musicale di quelle che non ti aspetti. Sonorità inusuali per ascoltare le quali, in un passato anche recente, bisogna diventare esploratori e recarsi in remoti territori asiatici. Parliamo del concerto del gruppo Huun-Huur Tu, quartetto depositario della tradizione di Tuva, piccola repubblica della Federazione Russa ai confini con la Mongolia. Una musica strana, misteriosa e suggestiva, per alcuni versi magica. Intrisa di quel misticismo che ti lascia immaginare le grandi pianure e la descrizione in chiave sonora di una natura che dalle loro parti è ancora aspra e selvaggia. Fenomeno artistico musicale nella tradizione tuvana che risale molto indietro nel tempo, secondo leggende locali, i tuvani cominciarono a cantare utilizzando la tecnica, detta Khomei, per stabilire un contatto con le entità spirituali che pervadono tutte le cose ed a acquisire la loro forza attraverso l'imitazione di suoni naturali. Il suono, così armonizzato, è la via preferenziale che gli spiriti della natura hanno per rivelarsi e comunicare con gli altri esseri viventi. Gli Huun-Huur Tu, con i loro stilemi musicali, ci aiutano a visualizzare attraverso i suoni, le proprie origini, trasportando letteralmente il pubblico in una dimensione diversa di spazio e tempo, tra tradizioni esoteriche e culture lontane, conducendo chi ascolta in un viaggio attraverso le sonorità che coinvolgono per il loro stile quasi mistico. Tutto ciò grazie al canto armonico, che è uno dei  principali tratti caratteristici di questa musica, il resto lo fanno strumenti tradizionali a corde e a percussione tutti rigorosamente di fattura artigianale (tra gli altri l'igil, il byzaanchi). Gli Huun Huur Tu utilizzano la tecnica del canto armonico, che permette di far risuonare all’interno del tratto vocale sia la nota che l’armonico producendo delle sonorità particolari, in un mix di tratti straordinario di sonorità cupe e soavi, tratti animaleschi e altri profondi e rauchi. Una capacità eccezionale,  che rende l'ascolto di questa musica un'esperienza travolgente a patto, ovviamente di avere un minimo bagaglio di conoscenza sulla realtà di vita di quei popoli, del loro vivere simbioticamente con la natura, (la steppa) e con i  loro animali (cavalli), in un equilibrio ormai sconosciuto nelle società occidentali. Questo utilizzo della voce, sebbene con differenti tecniche e stili, è presente in altre culture, ad esempio in Sardegna con il canto a tenores, in Sudafrica presso una etnia Bantu e nel Rajastan, lo stato più grande dell'India. Anche in occidente intorno agli anni '60 alcuni musicisti occidentali hanno cominciato a collaborare con cantanti armonici, talvolta apprendendo loro stessi la tecnica, tra questi vale la pena di ricordare Demetrio Stratos, famoso per essere stato il frontman delle band I Ribelli e Area. Il concerto di ieri a Udine, ha visto un Palamostre gremito,  grazie anche alla lodevole iniziativa di Euritmica di  promozionare la rassegna "Note Nuove 10", nella quale era inserito il concerto degli Huun-Huur Tu, con il biglietto ad un euro per giovani e studenti. Iniziativa che, a guardare la sala di ieri, così gremita, è stata una scelta azzeccata che può avvicinare molti nuovi fruitori a  mondi musicali, uscendo così dal giogo della solita musica commerciale.
DP