Un Paese alla fame o un sussidio fantasma

Che quelli attuali siano tempi duri non vi era alcun dubbio, ma sorge il triste presentimento che la situazione sia ancora peggiore di quanto si possa pensare.
Questa amara conclusione è giunta dopo aver letto le ultime dichiarazioni del ministro del lavoro Giuliano Poletti, il quale ha annunciato che lo strumento di sostegno alla povertà (Sia) è diventato una realtà. Le finalità sono certamente positive, anche se le risorse messe in campo risultano piuttosto… misere (750 milioni di euro), ma ciò che colpisce sono le caratteristiche della famiglia tipo destinataria di un assegno mensile variabile da 80 a 400 euro.
Le definizioni ufficiali, infatti, descrivono una compagine familiare in condizioni davvero critiche: si parla infatti di “fragilità sociale e disagio economico”, due condizioni che devono essere entrambe presenti per aver diritto al sussidio statale. In particolare, la fragilità sociale è definita da una scala di valutazione multipla (il numero di figli, la presenza di un solo genitore, di bambini con meno di 3 anni, di una persona con disabilità grave o non autosufficiente, ecc.).
Sul fronte del disagio economico, il reddito Isee deve essere inferiore o uguale a 3.000 euro, oltre all’assenza di altri trattamenti economici rilevanti (ovvero di valore complessivo superiore a 600 euro mensili) o di strumenti di sostegno al reddito dei disoccupati.
Detto in altre parole, non bisogna avere nessun altro tipo di aiuto statale e bisogna sopravvivere con un reddito davvero bassissimo.
Considerando che nel calcolo dell’Isee rientra non solo la situazione reddituale, ma anche quella patrimoniale, divisa per il numero dei componenti del nucleo familiare, ne risulta che una famiglia con tre figli (uno dei requisiti previsti per la fragilità sociale), con una modesta casa di proprietà, dovrebbe miracolosamente riuscire a sopravvivere con poche centinaia di euro al mese per poter accedere a questo sbandierato sussidio.
Eppure le stime, fatte sempre dall’esecutivo, parlano di centinaia di migliaia di aventi diritto (fino ad un milione), nonostante i rigidi paletti imposti per l’accesso.
Risulta molto difficile stabilire se sia meglio credere ad una orchestrata campagna di mistificazione e disinformazione proveniente dai palazzi del potere romani o rassegnarsi ad un Paese come l’Italia, impoverito al punto tale da sopravvivere con risorse assolutamente insufficienti per una vita dignitosa.

 

Gaetano Spataro

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