Unioni civili a Trieste il sindaco si piega alle legge, ma il leghista Tuiach propone di cambiare il nome alla sala matrimoni in sala “culimoni”. Proteste dal Pd

La vicenda unioni civili a Trieste sembrava finalmente risolta con l'annuncio del Sindaco Dipiazza che le cerimonie di unione civile potranno essere celebrate anche in piazza Unità e in tutte le sale dove si celebrano i matrimoni.
L'annuncio era stato dato in consiglio comunale ponendo fine a mesi di polemiche. La scelta del Comune in realtà è arrivata dopo la pubblicazione dei decreti attuativi e le sentenze dei Tar di Brescia e Padova che andavano nella stessa direzione, ribadendo l'uguaglianza di trattamento fra matrimonio e unione civile. Insomma convinto del tutto o meno il sindaco si era adeguato alla legge. Tutto finito? Ma neanche per caso dato che ad “arricchire” culturalmente il dibattito sono arrivare le esternazioni del consigliere leghista Fabio Tuiach non nuovo alle provocazioni. In pieno dibattito consiliare Tuiach ha infatti proposto il termine “sala culimoni”, nell’ambito della discussione di una mozione con cui il Carroccio chiedeva di cambiare nome alla sala matrimoni dopo l’annuncio del suo utilizzo per le unioni civili, anche omosessuali, da parte del sindaco Dipiazza. La “provocazione” che definire omofoba e di cattivo gusto è poco è stata immediatamente raccolta e stigmatizzata dall'opposizione Pd in testa: “Chissà se anche Lista Dipiazza e Forza Italia condividono la valenza creativa e linguistica del nuovo nome coniato per la sala matrimoni dal collega Tuiach, oppure se cominciano a domandarsi seriamente se qualcuno sia degno o meno di rappresentare i cittadini e le Istituzioni”. Ad affermarlo in una nota sono i consiglieri comunali del Pd e la segreteria provinciale del partito.
Secondo gli esponenti del Pd “si tratta di esternazioni gravi. Per l’ennesima volta Fabio Tuiach si è espresso in maniera offensiva e irrispettosa nei confronti del Consiglio, delle persone, della città. Lo ha fatto, stavolta, con espressioni inqualificabili che confermano l’assoluta indegnità alla carica istituzionale che ricopre. Le sue parole hanno accentuato il già vistoso imbarazzo che abbiamo constatato in alcune forze di maggioranza, che infatti hanno sentito il dovere di lasciare l’Aula quando è stata presentata la mozione della Lega”. “Se il consigliere Tuiach non si rende conto di cosa dice – aggiungono gli esponenti democratici – a farsi carico del problema dovrebbero essere il vicesindaco e il capogruppo della Carroccio. Peccato che, anziché intervenire per riprenderlo, non perdano occasione per peggiorare la situazione. Forza Italia e Lista Dipiazza oramai sono all’angolo e la Lega fa il bello e il cattivo tempo in maggioranza: la giunta Dipiazza è a pura trazione leghista. Roberto Dipiazza ora dimostri di essere il sindaco di tutti, opponendosi alla deriva cui lo stanno portando alcuni dei partiti che lo sostengono, e prenda provvedimenti chiari e forti in questo senso”.