Usa 2020, Trump sempre più solo “rinchiuso” nel suo campo da golf vede voti illegali che non esistono e non vuole mollare il potere

Urlando nel bunker dove si era rinchiuso, spostava sulla carta carri armati, aerei e divisioni inesistenti minacciando di fucilazione chi non fosse morto combattendo. Questo il racconto dell'ultima fase di potere di Adolf Hitler che notoriamente soffriva di attacchi isterici per cui strillava e terrorizzava chiunque gli stesse di fronte. Quel caporale austriaco sulla cui ascesa al potere sono stati scritti interi trattati senza però che l'umanità prendesse le adeguate contromisure per evitare pericolosi replay, era anche un dilettante nell’arte della guerra e, come dimostrato dalla storia, impartiva ai generali ordini folli che causavano inutili massacri. Ebbene, Donald Trump che ovviamente non è paragonabile al fuhrer, se non per l'attuale comportamento: la mancata consapevolezza di aver perso. Così le ultime dichiarazioni di Trump sembrano proprio simili al risiko militare del caporale austriaco, anche se, anziché in un angusto bunker, sono state elaborate su un esclusivo campo da golf. "Perché Joe Biden sta formando rapidamente" la sua amministrazione "quando i miei investigatori hanno trovato centinaia di migliaia di voti illegali sufficienti a capovolgere" il risultato "in almeno quattro stati, e quindi ad avere abbastanza voti per vincere le elezioni?" twitta il presidente americano in carica Donald Trump, augurandosi che i "legislatori e i tribunali abbiano il coraggio di fare quello che va fatto per mantenere l'integrità delle nostre elezioni e dell'America. Il mondo sta guardando". Insomma nessuna consapevolezza della realta con un Donald che continua ad attaccare Biden e a parlare di «voti illegali», proprio mentre il suo tentativo di ribaltare il risultato delle elezioni Usa subisce un duro colpo perchè l'ennesimo giudice, quello federale della Pennsylvania ha bocciato la sua richiesta di sospendere la certificazione del voto nello stato: «Non ci sono prove», ha spiegato il giudice Matthew Brann. Azione legale rigettata, adesso le autorità della Pennsylvania potranno continuare il lavoro per validare e rendere definitivi i risultati elettorali. Per Trump si tratta di un’ennesima sconfitta, secondo i conoscitori del sistema giudiaziario Usa, quella di più alto profilo da quando Joe Biden ha vinto le elezioni con 6 milioni di voti in più rispetto al presidente in carica. E se la Pennsylvania è perduta Trump si aggrappa alla Georgia che effettuerà un altro riconteggio delle schede presidenziali, ma è estremamente improbabile che il nuovo computo delle schede cambi il risultato finale. Ma c'è di più, anche molti repubblicani di alto profilo hanno abbandonato la improbabile crociata di Trump che rischia di passare alla storia, se non come il caporale austriaco nel bunker almeno come Muhammad Sa'id al-Sahhaf ministro di Saddam Hussein che divenne famoso e ribattezzato "Alì il Comico" (con allusione al ministro della Difesa Ali Hassan, il cui soprannome era ʿAlī il Chimico) per le sue improbabili dichiarazioni durante la guerra in Iraq del 2003. Infatti mentre le truppe Usa apparivano praticamente alle sue spalle , affermò che non vi erano americani a Baghdad e che le truppe di Saddam stavano comodamente vincendo la guerra, al punto che i soldati americani, terrorizzati dai "colleghi" iracheni, si stavano suicidando, impiccandosi ai cancelli delle città. Involontariamente, Muhammad Sa'id al-Sahhaf divenne quindi un fenomeno mediatico: incominciavano a vendersi magliette con la sua faccia e i suoi slogan infausti. Probabilmente il popolo trumpiano le magliette le possiede già, il problema è che i suoi slogan sono stati presi maledettamente sul serio e probabilmente non basterà la presidenza Biden per sanare le profonde ferite aperte nella società americana che appare sempre di più divisa.