Vaccini, vaccini no e l’ossimoro dell’obbligo flessibile

La ministra della salute Giulia Grillo afferma: “ abbiamo depositato la proposta di legge della maggioranza in cui spingeremo per il metodo della raccomandazione che è quello che noi prediligiamo da un punto di vista politico, nel quale prevederemo delle misure flessibili di obbligo sui territori, e quindi anche nelle Regioni e nei Comuni dove ci sono tassi più bassi di copertura vaccinale o emergenze epidemiche”. Di rimando l’Associazione dei presidi ha fatto sapere che i genitori che non presenteranno il certificato dell’Asl che attesta l’avvenuta vaccinazione non potranno mandare i figli a scuola.
«Il cosiddetto snellimento delle pratiche burocratiche allenta le maglie del controllo ed aumenta il rischio che un numero crescente di bambini accedano alla comunità scolastica senza le necessarie protezioni nei confronti di malattie che possono sconvolgere la loro vita e quella delle loro famiglie», afferma il Collegio dei professori ordinari di pediatria presieduto da Giuseppe Buonocore dell’Università di Siena. «L’autocertificazione — ricordano — non è utilizzabile in ambito sanitario, se non a seguito di espressa previsione legislativa». E sui «no-vax» aggiungono: «Non hanno mai visto giungere al pronto soccorso pediatrico un bambino non vaccinato in coma per encefalite da morbillo, o un lattante in apnea per pertosse, o un neonato con compromissione neurologica, cieco e sordo a causa della rosolia contratta dalla madre in gravidanza».
Tutto questo, già pubblicato dalla stampa, è noto ai più, sull’ossimoro “ obbligo flessibile” si è ironizzato a sufficienza, senza però che la ministra ne prendesse atto. L’ossimoro è una figura retorica consistente nell'accostare, nella medesima locuzione, parole che esprimono concetti contrari. Figura retorica usata in poesia, per quanto riguarda la sanità cosa vuol dire? Niente, non esiste una regola flessibile, la regola è un obbligo e quindi rigida, sì o no. Un modo pilatesco di lasciare libertà ai genitori e di non dare indicazioni ai dirigenti scolastici. L’autocertificazione , già in uso, per l’esenzione dai ticket sanitari, si è rivelata una burla, anzi un invito ad evadere il fisco dato che i controlli sono praticamente inesistenti e le sanzioni ridicole. Per i vaccini la libertà praticamente lasciata ai genitori mette a repentaglio la vita dei bambini, i soli a rimetterci in questa questione. Tanto accanimento nei confronti di una pratica diffusa ormai nel mondo e che ha ridotto la mortalità infantile nei paesi in via di sviluppo. Certo ci guadagnano le case farmaceutiche, ma questo è un altro problema, intanto con i farmaci si vive più a lungo.
Un ministro della salute ha l’obbligo di dare direttive precise in materia di sanità, i ni non sono consentiti, l’obbligo c’è o non c’è , le mamme fanno le raccomandazioni o danno consigli, lo stato ha bisogno di leggi che, per loro stessa natura, devono essere rispettate.
Rinviare significa solo lavarsi le mani, e non abbiamo bisogno di Ponzi Pilato. Non si governa come se si fosse in campagna elettorale, si governa e basta. Altrimenti si va a casa.

L.A.

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