Ventilatori per Gaza, De Toni e De Filippi: “Acquistati con fondi benefici, la priorità è salvare vite”

La vicenda è nota, 33 ventilatori polmonari sono rimasti bloccati per 7 mesi all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv con Israele che non ha consentito l’ingresso nella Striscia.  Dopo mesi di blocco, Israele ora ha respinto i 33 ventilatori di Unicef senza dare alcuna spiegazione. Prodotti da un’azienda italiana e donati dal Fondo delle Nazioni Unite agli ospedali della Striscia, sarebbero dovuti arrivare lo scorso febbraio. Ora si è innestata una polemica italica con alcune dichiarazioni di Carlo Giovanardi al quale hanno replicato il Comune di Udine e  Loris De Filippi operatore umanitario UNICEF.  Si legge in una nota: In merito alle dichiarazioni rilasciate dall’ex ministro Carlo Giovanardi sulla vicenda dei ventilatori neonatali destinati a Gaza, il Sindaco di Udine Alberto Felice De Toni ha avuto modo di confrontarsi con Loris De Filippi, Health Specialist di UNICEF, per riportare la realtà dei fatti e ribadire gli obiettivi primari del suo appello.

«Confermo che UNICEF ha effettivamente ordinato 33 ventilatori alla ditta Siaretron, utilizzando però fondi provenienti da donazioni. Sì tratta quindi sì di un acquisto con fondi donati e non di una donazione diretta dell’azienda, ma questo non sposta di una virgola il cuore del problema: i ventilatori sono bloccati e i neonati a Gaza continuano a morire», dichiara De Filippi. «L’intervento di Giovanardi è l’ennesimo esempio di polemica sterile e strumentale. Non serve a chiarire, non aiuta a risolvere, non porta un passo avanti verso la soluzione. È un modo per spostare l’attenzione dalla tragedia reale — bambini che soffocano per mancanza di macchinari salvavita — a una disputa semantica senza alcun valore”.

Il Sindaco De Toni sottolinea che, al di là delle ricostruzioni atte solamente a trovare la polemica, resta un dato drammaticamente evidente: trentatré ventilatori neonatali, destinati da Unicef a salvare la vita di bambini, sono ancora fermi in Israele e non hanno raggiunto i reparti ospedalieri di Gaza. Questo nonostante una lettera inviata i primi di agosto dal Sindaco alle autorità competenti per chiedere di sbloccare la situazione.

«Non intendiamo permettere che un tema umanitario di questo genere venga piegato a strumentalizzazioni politiche – dichiara De Toni –. Ogni giorno che passa senza che quei macchinari raggiungano la loro destinazione significa nuovi neonati senza cure e nuove vite spezzate. Questo è l’unico dato che conta.».

L’Amministrazione comunale ribadisce la propria vicinanza a UNICEF e a tutte le organizzazioni che lavorano sul campo, e rinnova l’appello alle autorità competenti affinché si agisca subito per sbloccare la consegna dei ventilatori.